Como-Milan, il recupero che vale una stagione: a Sinigaglia sfida ad alto tasso di tecnica
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La nebbia che talvolta avvolge il lago di Como, questa sera, lascia il posto ai riflettori accesi del Giuseppe Sinigaglia, teatro di un posticipo di Serie A Enilive dall'alto contenuto tecnico e dalla posta in palio decisamente rilevante per entrambe. I rossoneri, reduci da un successo importante ma faticoso a Firenze, affrontano in trasferta la formazione lariana nel recupero della sedicesima giornata, slittata a questo giovedì 15 gennaio 2026 a causa dell'impegno milanista in Supercoppa disputata a Riyadh lo scorso dicembre. Un match che, se da un lato interrompe la consueta routine del fine settimana, dall'altro offre a entrambe le squadre l'occasione per imprimere una svolta alla propria corsa in classifica, in un campionato dove ogni punto può valere il peso dell'ambizione.
Le scelte di banchina e l'assenza di Terracciano
A condizionare le scelte di Massimiliano Allegri, il quale guiderà il Milan contro l'ex Cesc Fàbregas, non sarà soltanto la fisiologica rotazione dopo la fatica domenicale, ma anche un assente di rilievo tra i portieri. Pietro Terracciano, infatti, non ha recuperato appieno dalla febbre che ne aveva già precluso la convocazione a Firenze e dovrà saltare anche questa trasferta. Una situazione che, privando il tecnico della seconda scelta, ha portato alla chiamata in prima squadra di entrambi i giovani Lorenzo Torriani e Matteo Pittarella, i quali occuperanno il posto in panchina alle spalle dell'indiscusso titolare Mike Maignan.
Le probabili formazioni: il ritorno di Leao e la scommessa Nkunku
Sul fronte delle formazioni, le indicazioni che giungono dalla vigilia suggeriscono una partita ricca di fascino, con due allenatori intenzionati a puntare sulla qualità dei propri interpreti migliori. Da parte di Fabregas, ci si attende la fideistica riconferma dei titolarissimi, con l'argentino Nico Paz nel ruolo di trequartista a supporto dell'attaccante greco Douvikas, in un modulo studiato per imporre il gioco e sfruttare il fattore campo. La risposta di Allegri, che dopo il turnover contro la Fiorentina dovrebbe riportare in campo la colonna vertebrale della squadra, ruota invece attorno a due nomi in particolare: Rafael Leao, pronto a riprendere il suo ruolo da primo minuto sull'esterno sinistro, e Christopher Nkunku. Proprio l'acquisto francese, infatti, sembra essere il grande favorito per un posto da titolare nell'attacco, in una sorta di scommessa tecnica che potrebbe vedere Christian Pulisic iniziare la partita dalla panchina, preservato per i prossimi impegni.
Una partita dal duplice significato
Al di là delle singole scelte tattiche, che pure contribuiscono a creare l'attesa per la sfida delle 20.45, questo Como-Milan si carica di un significato che travalica la semplice partita di recupero. Per i lariani, cresciuti sotto la guida di un ex centrocampista di rango come Fabregas, rappresenta il banco di prova più prestigioso per misurare i progressi di un progetto che punta alla solidità in massima serie. Per i rossoneri, invece, è un test di maturità e profondità organica, chiamati a vincere in una trasferta insidiosa, inframezzata tra altri impegni, e a dimostrare di avere l'autorevolezza per tenere il passo nella parte alta della classifica. Il palcoscenico del Sinigaglia, con le sue tribune a picco sull'acqua, ospiterà dunque non solo novanta minuti di gioco, ma uno spaccato delle aspirazioni di due realtà che, seppur con storie e budget differenti, condividono la stessa, ineludibile, necessità di punti.




