Zelensky firma la legge anticorruzione dopo il dietrofront del Parlamento
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha apposto la sua firma sulla riforma che ripristina l’indipendenza degli organi anticorruzione, dopo l’approvazione in tempi record da parte della Verkhovna Rada. Un voto unanime, arrivato a soli dieci giorni dalla controversa decisione di sottoporre Nabu e Sapo – le due principali agenzie anticorruzione – al controllo governativo, ha ribaltato una misura che aveva scatenato proteste nelle piazze e critiche dall’Unione europea.
«Si tratta di garanzie per il normale e indipendente funzionamento degli organi anticorruzione e di tutte le forze di polizia», ha dichiarato Zelensky, ringraziando i parlamentari per il via libera. Un passo necessario, quello del Parlamento, arrivato dopo settimane di tensioni, con migliaia di cittadini scesi in strada per la prima volta dal 2022, e le pressioni di Bruxelles, che aveva definito la precedente riforma un «passo pericoloso» per i rapporti con Kiev.
La rapidità con cui è stato approvato il nuovo testo – emendato per eliminare i punti più controversi – ha sorpreso molti, soprattutto perché a sostenerlo sono stati non solo l’opposizione e i manifestanti, ma anche lo stesso partito di governo, che aveva votato a favore della legge ora abrogata. Un cambio di rotta che solleva interrogativi su chi abbia realmente spinto per la modifica: se da un lato le proteste popolari hanno avuto un peso decisivo, dall’altro è difficile ignorare il ruolo delle istituzioni europee, che da mesi condizionano gli aiuti a Kiev al rispetto dello Stato di diritto.




