Zelensky firma la legge anticorruzione mentre scoppia lo scandalo sugli appalti militari
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Redazione Esteri
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Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annunciava con soddisfazione l’approvazione della nuova legge anticorruzione, voluta dall’Unione Europea come condizione per l’accesso ai fondi di sostegno, le agenzie investigative del Paese smascherano un sistema di tangenti legato agli acquisti militari. «Ho appena firmato il documento», ha dichiarato Zelensky, sottolineando che il testo garantirà «il corretto funzionamento indipendente degli organi anticorruzione». La norma, sostenuta da 331 deputati, arriva in un momento cruciale, dopo che l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e la Procura speciale anticorruzione (SAPO) avevano denunciato frodi negli appalti per droni e attrezzature belliche.
Proprio due giorni dopo il voto parlamentare che ha ripristinato l’autonomia di queste agenzie, è emerso un caso che coinvolge un deputato, amministratori locali e membri della Guardia nazionale, accusati di aver gonfiato i prezzi dei contratti statali fino al 30%. «Sono stati smascherati», ha scritto Zelensky su X, senza entrare nei dettagli ma confermando l’arresto dei sospettati. Le indagini, condotte congiuntamente da NABU e SAPO, rivelano un meccanismo ben organizzato: fondi pubblici deviati attraverso forniture militari sovrapprezzate, con tangenti intascate lungo la filiera.
Lo scandalo assume un significato particolare perché riguarda un settore vitale per la difesa ucraina, quello dei droni, strumento sempre più decisivo nel conflitto con la Russia. Non a caso, poche ore dopo le rivelazioni, Kiev e altre regioni sono state colpite da un allarme aereo, con esplosioni segnalate nella capitale. Se da un lato il governo cerca di mostrare fermezza contro la corruzione, dall’altro l’episodio riaccende i dubbi sull’efficacia dei controlli, soprattutto in un momento in cui l’Ucraina dipende dagli aiuti occidentali.




