Accuse reciproche tra Mediterranea Saving Humans e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi
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Redazione Interno
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Meno di dieci giorni fa, l'organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans, guidata da Luca Casarini, ha effettuato un salvataggio in acque internazionali. L'operazione è stata interrotta dalle forze di sicurezza libiche che hanno sparato colpi di arma da fuoco. A bordo della nave "Mare Jonio", soggetta a fermo amministrativo e multa, l'attivista con il consiglio direttivo della sua organizzazione ha diffuso una nota intitolata "Criminali contro l'umanità".
Le accuse di Mediterranea Saving Humans
Nel mirino dell'organizzazione ci sono i miliziani della Guardia costiera libica, accusati di "catturare e deportare uomini, donne e bambini", e il governo di Giorgia Meloni, ritenuto colpevole di lasciare spazio ai carcerieri libici nei confronti dei migranti. In particolare, Mediterranea Saving Humans sostiene che le dichiarazioni del ministro dell'Interno Piantedosi in Senato a proposito dell'intervento della nave "Mare Jonio" lo scorso 4 aprile, che ha causato il fermo amministrativo, con relativa multa, dell'imbarcazione, siano "clamorosamente false".
La risposta del ministro Piantedosi
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha risposto alle accuse sostenendo di non aver mai mentito al Parlamento. Ha criticato l'atteggiamento assunto da Mediterranea Saving Humans, accusandola di non rispettare le autorità istituzionali e di offendere la democrazia con le sue accuse. Secondo Piantedosi, l'organizzazione non riconosce l'autorità gerarchica di ministri e governo e si pone sullo stesso livello con accuse che offendono la democrazia.
Ulteriori sviluppi
L'equipaggio che gestisce la nave Mare Jonio ha rincarato la dose, accusando il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi di aver mentito davanti al Senato della Repubblica. La situazione rimane tesa e si attendono ulteriori sviluppi.




