Trump a Detroit scaglia la sua sfida alla Fed e a Powell: "Quell’idiota se ne andrà presto"
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Redazione Economia
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Dal palco del Detroit Economic Club, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rimesso a fuoco la sua battaglia contro la politica monetaria della Federal Reserve, insistendo con toni diretti e polemici sulla necessità di un alleggerimento dei tassi. In un contesto che lui stesso ha definito di piena espansione dei mercati, ha ribadito una posizione che accompagna la sua narrazione economica da tempo: “Quando i mercati crescono, la Fed dovrebbe abbassare i tassi”. Una dichiarazione, questa, che non si limita alla critica di principio, ma che si è rapidamente tramutata in un attacco personale al vertice dell’istituto di Washington, Jerome Powell, liquidato con una frase che non lascia spazio a interpretazioni: “Quell’idiota se ne andrà presto”.
Lo scenario economico: un’inflazione che sembra placarsi
Le parole del presidente giungono in un momento delicato per gli indicatori, i quali, peraltro, offrono un quadro non del tutto omogeneo. A dicembre, l’inflazione annua negli Stati Uniti si è infatti attestata al 2,7%, un dato invariato rispetto al mese precedente e sostanzialmente in linea con quanto gli analisti si attendevano. La componente cosiddetta "core", quella che esclude i prezzi volatili dell’energia e degli alimenti e che per questo è considerata un termometro più fedele della pressione sui prezzi, si è confermata sui minimi registrati a partire dal 2021, fermandosi al 2,6%. Si registra, in particolare, un deciso raffreddamento nel comparto energetico, trainato soprattutto dal calo del costo della benzina e da un rallentamento nell’aumento dei prezzi dei combustibili per il riscaldamento, sebbene il gas naturale abbia mostrato un’accelerazione opposta.
La reazione sui social e gli umori degli investitori
Non appena diffusi i dati ufficiali, Trump è tornato alla carica attraverso la sua piattaforma Truth Social, con un messaggio che riprendeva e amplificava le critiche del discorso pubblico. Rivolgendosi al numero uno della Fed con l’epiteto “Jerome Too Late Powell”, ha scritto: «dovrebbe tagliare i tassi in modo significativo!». Una pressione continua, quella esercitata dalla Casa Bianca, che si inserisce in un clima finanziario già attento a ogni scostamento. Gli investitori, dal canto loro, sembrano aver iniziato a scommettere sulla possibilità di un intervento della banca centrale in anticipo rispetto alle scadenze naturali del mandato di Powell, il quale è in scadenza a maggio. Questo sentimento, tuttavia, non ha sostenuto i listini in una seduta caratterizzata da debolezza, con il Dow Jones in calo marcato e l’S&P 500 che faticava a trovare una direzione precisa, oscillando attorno ai livelli della vigilia.
Le inchieste e il contesto giudiziario
Parallelamente ai toni accesi sulla scena economica, prosegue senza sosta l’attività delle procure su diversi fronti che coinvolgono figure vicine all’amministrazione o episodi di cronaca nera. Le indagini, condotte con riserbo ma determinazione, stanno esaminando una serie di vicende complesse, i cui sviluppi giudiziari vengono seguiti con attenzione. Senza scendere in dettagli superflui o in particolari che possano ledere la dignità delle persone coinvolte, è doveroso segnalare come queste inchieste rappresentino un tassello significativo del panorama attuale, contribuendo a definire un quadro in cui l’analisi dei fatti e l’accertamento delle responsabilità procedono secondo i tempi e le modalità della legge.




