Mps, il cda revoca le deleghe a lovaglio e lo sospende da direttore generale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Dopo tre giorni di riunioni, il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha rotto gli indugi. L’esito, formalizzato in una nota ufficiale, sancisce l’uscita di scena di Luigi Lovaglio dalla guida operativa dell’istituto: il board gli ha revocato le deleghe di amministratore delegato, avocando a sé tutti i relativi poteri, e ha disposto “con decorrenza immediata” la sospensione dalle mansioni che ricopriva in qualità di direttore generale. Una decisione, quella arrivata al termine di un lungo confronto tra i vertici, che interviene a pochi giorni dall’assemblea chiamata a rinnovare il consiglio.
La candidatura nella lista di plt holding e la rottura con il cda
La mossa del consiglio, che ha scelto di privare Lovaglio di entrambi i ruoli – quello apicale nell’amministrazione e quello operativo di direttore generale – affonda le radici nella recente presentazione della lista per il nuovo cda. Lovaglio, infatti, è stato ricandidato alla carica di amministratore delegato nella lista presentata da Plt Holding, la quale si configura come concorrente rispetto a quella sostenuta dallo stesso consiglio di amministrazione uscente. Un elemento, quest’ultimo, che ha reso oggettivamente improrogabile una presa di posizione netta da parte del board, il quale ha valutato incompatibile la prosecuzione del rapporto fiduciario alla luce di una candidatura percepita come antagonista.
La gestione ordinaria affidata a mauro bai fino all’assemblea
Con Lovaglio sospeso dalle sue funzioni – sia come amministratore delegato, con le deleghe ritirate, sia come direttore generale, con la sospensione immediata dalle mansioni – il cda ha provveduto a individuare una soluzione per garantire la continuità operativa in attesa del voto degli azionisti. La gestione delle attività ordinarie del Monte è stata affidata al vice direttore generale vicario, Maurizio Bai, il quale assumerà la guida della quotidianità bancaria fino al prossimo 15 aprile. In quella data, l’assemblea dei soci sarà chiamata a esprimersi sul rinnovo del consiglio di amministrazione, un passaggio che riscriverà gli equilibri ai vertici dell’istituto.
Una transizione in attesa del rinnovo del consiglio
L’intera operazione, che di fatto congela Lovaglio in attesa dell’esito assembleare, rappresenta un momento di transizione delicato per la banca senese. Il cda, avocando a sé i poteri delegati, ha scelto di centralizzare le decisioni strategiche nelle proprie mani, limitando al minimo le frizioni operative in un periodo caratterizzato da una competizione aperta sulle liste per il nuovo vertice. La sospensione dalle mansioni di direttore generale, inoltre, completa un quadro in cui l’ex vertice si trova privato di ogni leva esecutiva, una condizione che lascia il campo alla gestione temporanea affidata a Bai, il quale dovrà traghettare l’istituto verso l’appuntamento con gli azionisti.




