Domani inizia il conclave, cardinali alla volata finale. Parolin nel mirino, ma spuntano due outsider

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mercoledì 7 maggio, alle 16.30, i cardinali elettori varcheranno la soglia della Cappella Paolina per dare inizio al conclave che dovrà scegliere il successore di Francesco. Un appuntamento carico di attese, ma anche di tensioni sotterranee, come dimostrano gli ultimi attacchi rivolti al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, la cui candidatura – nonostante i veleni – resta tra le più accreditate.

Quella di Parolin, vicentino, è una corsa in salita, segnata da guerre intestine e da un’opposizione che si è fatta più evidente nelle ultime ore. Se è vero che «chi entra papa in conclave esce cardinale», come recita un antico adagio, è altrettanto chiaro che il porporato italiano è ancora in pole position. Gli esperti lo confermano, i suoi colleghi lo sussurrano, e persino le manovre per indebolirne l’immagine ne sono, paradossalmente, una prova.

Ma il quadro, già complesso, potrebbe riservare sorprese. Accanto ai nomi più noti – come quelli del patriarca di Venezia Francesco Moraglia, dell’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi o del custode di Terra Santa Pierbattista Pizzaballa – stanno emergendo due outsider, uno dei quali italiano. Un segnale che la partita è ancora aperta e che le alleanze, più che le preferenze individuali, potrebbero decidere l’esito.

Le Congregazioni generali degli ultimi giorni, così come i colloqui informali tra i porporati, hanno rivelato un clima teso, lontano dall’ottimismo iniziale che lasciava presagire un’elezione rapida. Ora, invece, si prevede che il primo scrutinio si concluderà con fumata nera, e che le trattative si protrarranno almeno fino a giovedì.

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