L’auto e i macchinari trascinano la produzione industriale a febbraio, ma il trimestre resta in negativo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale italiana ha registrato a febbraio un incremento dello 0,1% rispetto a gennaio, un decimale che – sebbene di per sé esiguo – interrompe la flessione del mese precedente. Corretto per gli effetti del calendario (i giorni lavorativi sono stati venti, come nel febbraio del 2025), il dato tendenziale segna una crescita dello 0,5% su base annua. A guardare il quadro complessivo, tuttavia, non si può ignorare che la media del trimestre dicembre-febbraio evidenzi una contrazione dello 0,4% rispetto ai tre mesi antecedenti, a dimostrazione di un’attività manifatturiera che fatica a trovare slancio.

Ciò che sorprende, in questa fotografia scattata dall’istituto di statistica, è la composizione della ripresa: per una volta, a trainare non sono i soliti comparti. La spinta arriva infatti dai beni strumentali, cresciuti dell’1,1% sul mese e del 4,4% sull’anno, e al loro interno è il settore degli autoveicoli a fare da traino principale con un balzo del 10,0% rispetto a febbraio 2025 – un rimbalzo significativo, se si considerano le difficoltà accumulate nei periodi precedenti. A sostenere il comparto dei beni strumentali contribuiscono anche l’elettronica (+7,8%) e la fabbricazione di macchinari (+5,2%), segnali di una domanda che, almeno in questi segmenti, non si è ancora spenta.

Energia e chimica affondano, i consumi reggono poco

Dall’altra parte del tabellone, la fotografia dell’Istat restituisce un’industria spaccata in due. I beni intermedi mostrano una sostanziale tenuta (+0,2% su gennaio, +0,1% sull’anno), mentre i beni di consumo segnano una flessione dello 0,4% sul mese e del 2,1% su base annua. A preoccupare maggiormente è però il crollo del comparto energetico, che cede il 4,8% rispetto a dicembre e il 2,1% su base annua. Ancora più pesanti le contrazioni settoriali: la fabbricazione di prodotti chimici registra un tonfo del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre il coke e i prodotti petroliferi raffinati arretrano del 6,4%. Anche le “altre industrie manifatturiere” (che includono riparazione e installazione di macchinari) perdono terreno, con un -5,8% su base annua.

Si delinea così il ritratto di un sistema produttivo che procede a due velocità: da un lato la meccanica, l’auto e l’elettronica trainano la ripresa; dall’altro, la chimica e l’energia restano pesantemente in affanno. Il dato mensile, pur positivo, non basta a compensare la flessione del trimestre, e il saldo dei primi due mesi dell’anno si attesta sostanzialmente a crescita zero. Un’accelerazione che resta, per ora, circoscritta a pochi comparti.

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