Gli studenti veneti preferiscono gli istituti tecnici, meno i licei

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I dati sulle iscrizioni scolastiche per l’anno 2025-2026, resi noti ieri, confermano una tendenza che negli ultimi anni si è fatta sempre più marcata: gli studenti veneti scelgono sempre meno i licei, pur restando questi ultimi la prima opzione, seppur con percentuali inferiori rispetto alla media nazionale. Mentre il 45,19% dei ragazzi veneti ha optato per un liceo, la media italiana si attesta al 55,99%, evidenziando un divario significativo. Al contrario, gli istituti tecnici e professionali registrano un incremento, con una preferenza che supera quella riscontrata in altre regioni.

Nel dettaglio, gli istituti tecnici hanno raccolto il 33,9% delle iscrizioni in Veneto, un dato superiore alla media nazionale del 31,3%, mentre gli istituti professionali, pur non raggiungendo percentuali elevate, mostrano una crescita costante. Questo fenomeno sembra riflettere una maggiore attenzione verso percorsi formativi che garantiscono un più diretto inserimento nel mondo del lavoro, senza trascurare la possibilità di proseguire gli studi universitari.

Una situazione analoga, seppur con cifre diverse, si riscontra in Piemonte, dove i licei hanno registrato un calo dell’1,6% rispetto all’anno precedente, attestandosi al 52,8% delle iscrizioni, mentre gli istituti tecnici hanno visto un aumento dell’1,1%, raggiungendo il 33,9%. Anche qui, la scelta dei professionali è in crescita, segnando un cambiamento nelle preferenze delle famiglie e degli studenti, che sembrano orientarsi verso una formazione più pratica e immediatamente spendibile nel mercato del lavoro.

In Lombardia, invece, il liceo rimane la prima scelta, con lo scientifico che si conferma il più gettonato, raccogliendo il 22,3% delle preferenze. Tuttavia, è da notare l’ascesa del liceo delle scienze umane, che con il 12% delle iscrizioni supera di gran lunga il classico, fermo al 3,2%, e il linguistico, al 6,8%. Un dato che riflette forse una maggiore attenzione verso discipline legate alla società e all’economia, in linea con le trasformazioni del mondo contemporaneo.

Particolare interesse suscita inoltre la sperimentazione del «4+2», un percorso formativo che prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da due di specializzazione, fortemente voluto dal ministro Valditara. In Lombardia, 850 studenti hanno già aderito a questa proposta, contribuendo a un totale nazionale di 5.449 iscritti, triplicato rispetto all’anno precedente. Un segnale che indica una crescente apertura verso modelli educativi innovativi, capaci di coniugare teoria e pratica in modo più efficace.

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