Gallagher a Mosca: “Guai a isolare i russi”, rilancio sul dialogo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La missione di Gallagher a Mosca riporta al centro il dialogo con la Russia mentre la guerra in Ucraina torna a infuriare e sul possibile vertice a tre Putin frena. L’inviato del Papa e il capo della Cia provano a riavviare la trattativa con Mosca in una fase segnata da nuove notti di terrore per gli ucraini, con vittime tra i civili, e dagli attacchi di Kiev contro le raffinerie russe. Sullo sfondo resta l’avvertimento attribuito a Gallagher, “Guai a isolare i russi”, insieme alla posizione degli Stati Uniti sul “vertice a tre”. La Russia, intanto, sta cercando di logorare la difesa aerea e il morale della popolazione attraverso un massiccio lancio di droni.

Gallagher a Mosca, la missione diplomatica della Santa Sede

Il responsabile della diplomazia della Santa Sede, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ha lasciato Mosca venerdì 28 agosto nel primo pomeriggio, tornando a Roma via Istanbul e facendo rientro in Vaticano a notte fonda. Il viaggio è stato lungo e macchinoso anche per la sospensione dei collegamenti diretti tra la Russia e i Paesi dell’Unione Europea, che riduce le possibilità di raggiungere Mosca. I voli di linea sono così costretti a un ampio percorso che, partendo da Istanbul, attraversa i Balcani, costeggia i confini ucraini e passa infine nei cieli della Bielorussia. La trasferta si è inserita in una missione diplomatica intensa, caratterizzata dal livello e dal numero degli incontri avuti nella capitale russa.

Il viaggio dell’arcivescovo Gallagher è arrivato inoltre dopo la sua visita in Ucraina nel mese di luglio, creando una sequenza di contatti diretti con entrambi i contendenti. Nel tentativo di sostenere la creazione delle condizioni necessarie per una pace negoziata tra Russia e Ucraina, la diplomazia della Santa Sede viene indicata come l’unica ad aver ufficialmente parlato con entrambe le parti. A Mosca Gallagher ha avuto anche un incontro bilaterale con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Il contenuto del confronto a porte chiuse non è noto, mentre le dichiarazioni introduttive delle due delegazioni e quelle della successiva conferenza stampa sono state trasmesse in video dal Ministero degli Esteri russo.

Russia e Ucraina, il dialogo riparte mentre la guerra si intensifica

La missione a Mosca viene descritta come un passaggio capace di segnare un cambio di paradigma nella diplomazia della Santa Sede sulla situazione in Ucraina. L’attenzione si concentra sulla necessità di mantenere aperti i canali con la Russia, proprio mentre l’ipotesi di riavviare la trattativa torna al centro dell’attività diplomatica. Accanto all’inviato del Papa viene indicato anche il capo della Cia tra le figure impegnate nel tentativo di riaprire il confronto con Mosca. Sul possibile trilaterale, tuttavia, Putin frena, mentre dagli Stati Uniti viene rilanciata la prospettiva di un “vertice a tre”. Diplomazia e guerra procedono quindi contemporaneamente, con contatti politici da una parte e nuovi attacchi dall’altra.

Sul terreno, infatti, il conflitto continua a produrre vittime tra i civili e notti di paura in Ucraina, mentre Kiev prosegue gli attacchi contro le raffinerie russe. La Russia ricorre a massicci lanci di droni con l’obiettivo indicato di logorare la difesa aerea e il morale della popolazione. È in questo scenario che assume rilievo la posizione espressa durante la missione di Gallagher e il lavoro diplomatico della Santa Sede, che mantiene aperto il confronto sia con Mosca sia con Kiev. Gli incontri nella capitale russa seguono quelli avvenuti durante la precedente visita in Ucraina e collocano il Vaticano dentro il tentativo di favorire le condizioni per una pace negoziata.

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