Emma Bonino, camera ardente in Campidoglio e funerali di Stato laici. Il ricordo di chi le lavorò accanto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È morta a 78 anni Emma Bonino. La leader radicale si è spenta a Roma dopo un ricovero iniziato il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito, dove era arrivata in codice rosso per una crisi respiratoria. Nei giorni successivi era uscita dalla terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata, ma le sue condizioni sono rimaste delicate fino all’ultimo. A dare l’annuncio è stato +Europa con una nota: «Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai».

Il programma delle esequie

La camera ardente sarà allestita nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma. L’apertura è prevista domenica 13 settembre dalle 12 alle 19 e lunedì 14 settembre dalle 10 alle 19. Alle 19 di lunedì, in piazza del Campidoglio, è in programma una veglia civile organizzata da +Europa, con testimonianze di chi ha condiviso con Bonino percorsi politici e personali. Le esequie di Stato in forma laica si terranno martedì 15 settembre alle 12.30, sempre nella Protomoteca, con commemorazione ufficiale.

Una vita politica fuori dagli schemi

Nata nel 1948, Bonino entra nella politica attiva giovanissima, segnata da un aborto clandestino che ne orienta definitivamente le battaglie. Con Marco Pannella attraversa oltre cinquant’anni di impegno radicale: deputata, senatrice, ministra, commissaria europea dal 1995 al 1999. A Bruxelles si occupa di politica dei consumatori, pesca e aiuto umanitario, e interpreta il ruolo in modo diretto, visitando personalmente le aree di crisi.

Quarantotto ore dopo il suo insediamento parte per l’ex Jugoslavia, arriva a Sarajevo e Mostar mentre la guerra continua e denuncia l’impotenza dell’Europa e delle Nazioni Unite davanti al conflitto e alla pulizia etnica.

Le battaglie internazionali e il rapporto con il pacifismo

Negli anni successivi le missioni si moltiplicano: nei Grandi Laghi dopo il genocidio in Ruanda, in Somalia dove il suo convoglio viene attaccato, in Sudan sfidando le restrizioni del regime di Khartoum, in Afghanistan sotto il regime dei talebani, dove viene fermata e arrestata per alcune ore. Nel 1997 firma per conto della Commissione europea la Convenzione di Ottawa contro le mine antiuomo.

L’attività internazionale la porta anche a scontrarsi con una parte del movimento pacifista italiano: la sua posizione è che in determinate circostanze la comunità internazionale debba essere pronta a usare la forza per fermare guerre e crimini contro l’umanità. È una distanza che emerge soprattutto durante la crisi del Kosovo.

«Piuttosto sbrigativa, sempre fattiva, concretissima»

Carla Taibi ha lavorato al fianco di Bonino come assistente, dopo aver chiesto uno stage a «Non c’è pace senza giustizia» alla fine del 2010, quando aveva trent’anni. Alla domanda su com’era Bonino vista da vicino, Taibi risponde senza esitazioni: «Piuttosto sbrigativa, sempre fattiva, concretissima». Mossa dall’urgenza del fare? «Quando c’era un’urgenza ti mandava le mail scritte tutte in maiuscolo», racconta, ridendo.

E aggiunge un dettaglio che restituisce la dimensione umana di un rapporto di lavoro diventato qualcosa di più: «Emma chiamava anche di notte ma regalava sprazzi di vita, alla fine si è lasciata morire».

Il rapporto con la malattia

Nel 2015 le era stato diagnosticato un microcitoma polmonare, che aveva definito «una bestiaccia che nessuno aveva invitato». La malattia l’aveva superata nel 2023, ma negli anni successivi i ricoveri per problemi respiratori si erano ripetuti: all’inizio del 2025 era stata in terapia intensiva al Santo Spirito per un’insufficienza respiratoria, poi trasferita al San Filippo Neri. Nell’ottobre 2024 un altro accesso allo stesso ospedale per cure intensive.

In un’intervista televisiva del 2024 aveva detto: «Ho avuto una vita bellissima, come bellissime sono tutte le vite che si vivono per passione».

La Toscana e il fine vita

Il Consiglio regionale della Toscana la ricorderà in apertura della prossima seduta, su iniziativa del consigliere di +Europa Federico Eligi. Tra le ultime battaglie condotte sul territorio toscano figura la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare promossa con l’Associazione Luca Coscioni, che ha portato all’approvazione della norma sul fine vita in Toscana, prima regione in Italia a dotarsi di una disciplina di questo tipo. Nel 2002 Bonino era stata insignita del Gonfalone d’argento, massima onorificenza dell’assemblea regionale.

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