I fedeli di Francesco in attesa a Santa Maria Maggiore mentre la bara avanza tra le vie di Roma
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Redazione Interno
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La piazza antistante la Basilica di Santa Maria Maggiore è presidiata da un cordone di sicurezza che ne limita l’accesso, ma all’interno, già dalle prime ore del mattino, un gruppo di circa quaranta persone – tra poveri, detenuti e chi vive ai margini – attende in silenzio l’arrivo della salma di papa Francesco. La scelta del luogo, voluta dallo stesso Pontefice, non è casuale: qui, davanti all’icona della Salus Populi Romani, aveva spesso sostato in preghiera, affidando a Maria le inquietudini del suo pontificato.
Mentre migliaia di fedeli affollano il sagrato di San Pietro per le esequie, il corteo funebre si prepara a percorrere, con lentezza, il tragitto che separa la basilica vaticana da quella mariana. A trasportare la bara sarà l’ex papamobile, lo stesso veicolo utilizzato da Francesco durante un viaggio in Oriente, modificato per l’occasione. La decisione, presa dalle autorità vaticane, risponde alla volontà di permettere alla folla di rendere omaggio al Papa durante il suo ultimo passaggio tra le strade di una città che, nonostante le origini lontane, aveva eletto a sua dimora spirituale.
Quello di oggi è un addio scandito da gesti simbolici, a cominciare dal mazzo di rose bianche deposto ai piedi della Madonna pochi giorni prima della morte, quasi un’ultima preghiera affidata ai fiori. Il legame con Maria, che ha accompagnato Francesco in vita, torna a manifestarsi nella scelta della sepoltura: Santa Maria Maggiore, definita da molti la "Betlemme di Roma", custodirà le sue spoglie, chiudendo un cerchio iniziato con quel primo pellegrinaggio da pontefice nel 2013




