Romania, annullato il primo turno delle presidenziali

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Corte Costituzionale della Romania ha deciso di annullare il primo turno delle elezioni presidenziali, tenutosi il 24 novembre, a causa di presunte interferenze russe a favore del candidato di estrema destra e filo-Putin, Calin Georgescu. La decisione, presa a meno di 48 ore dall'apertura delle urne per il ballottaggio, ha suscitato reazioni contrastanti e preoccupazioni tra i vari partiti politici europei.

Il Carroccio, attraverso una nota ufficiale, ha espresso viva preoccupazione per quanto accaduto, sottolineando come l'annullamento del voto democratico, motivato dal fatto che il risultato non fosse gradito a Bruxelles e a certi potenti come Soros, rappresenti un precedente allarmante e molto pericoloso. La Lega ha ribadito il proprio rispetto per la sovranità della Romania, ma ha criticato duramente la decisione della Corte, considerandola un attacco alla democrazia e alla volontà popolare.

Dall'altra parte, Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, ha manifestato preoccupazione per le attività russe, che avrebbero influenzato il processo elettorale a vantaggio di Georgescu. Tajani ha evidenziato la necessità di vigilare attentamente su tali interferenze, che minano la stabilità e la sicurezza dell'Europa intera.

Il contesto politico romeno è dunque caratterizzato da una forte tensione, con l'ultra nazionalista filorusso Georgescu che aveva ottenuto il 22,9% dei consensi, contro il 19,2% della moderata Elena Lasconi, che avrebbe dovuto sfidarlo nel ballottaggio.

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