Il sindaco di Crans-Montana indagato per la strage del Constellation

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’inchiesta della procura del Vallese sull’incendio divampato nella notte di Capodanno all’interno del discobar Le Constellation, rogo che è costato la vita a 41 persone, tra cui sei ragazzi italiani, e che ha provocato il ferimento di altre 115, si allarga ora ai piani alti dell’amministrazione locale. Il cinque marzo scorso, come confermato dagli stessi inquirenti elvetici e riportato da diverse testate, tra cui Repubblica e il Corriere della Sera, è stata emessa un’ordinanza di estensione dell’indagine penale che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di cinque nuove figure, tutte legate a doppio filo con la gestione della sicurezza pubblica nel Comune. Il nome di spicco tra questi è senza dubbio quello del sindaco Nicolas Féraud, il primo cittadino della rinomata località sciistica, che si trova ora a dover rispondere di fronte alla magistratura elvetica.

Le contestazioni mosse a Féraud, così come agli altri quattro amministratori finiti nel mirino della procura, sono le stesse già notificate ai coniugi Jacques e Jessica Moretti, i titolari del locale teatro della tragedia, e a Christophe Balet e Ken Jacquemoud, rispettivamente l’attuale e l’ex responsabile dell’ufficio sicurezza del Comune. Si tratta, nello specifico, delle pesanti imputazioni di incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose. Il nucleo centrale dell’accusa nei confronti del sindaco e dei funzionari, come si apprende dagli atti, non risiederebbe tanto in un’azione diretta, quanto piuttosto in una grave omissione: il mancato dovere di vigilanza e controllo. Per la procura vallesese, ci sarebbero fondati motivi per ritenere che l’amministrazione comunale abbia mancato al suo obbligo di far rispettare le normative sulla sicurezza, un’inerzia che sarebbe stata determinante nel non proteggere la vita dei clienti del Constellation.

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