Crans-Montana, il sindaco Féraud sotto interrogatorio per la strage del Constellation: sequestrato il cellulare

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A quasi quattro mesi di distanza dalla notte di Capodanno che ha trasformato il locale “Le Constellation” in una trappola mortale, l'inchiesta della procura del Cantone del Vallese scava ora nel cuore politico della località sciistica. È stato ascoltato, infatti, per la prima volta il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, comparso davanti alla procuratrice aggiunta Catherine Seppey per rispondere delle sue responsabilità nell'ambito del disastro che è costato la vita a 41 persone, tra cui sei giovani italiani, e ha lasciato sul campo 115 feriti. Nel corso di questo interrogatorio, che rappresenta indubbiamente un passaggio cruciale per le indagini, i magistrati hanno disposto il sequestro del suo telefono cellulare, un atto che era già stato compiuto nei confronti di altri funzionari comunali sentiti nelle settimane precedenti.

La macchina dei controlli in panne e le giustificazioni del primo cittadino

Seduto in quell’aula universitaria di Sion allestita per l’occasione, dove erano presenti una settantina di avvocati delle parti civili, Féraud ha fornito la sua versione sulla gestione della sicurezza pubblica. La sua difesa si basa su un assunto tanto semplice quanto grave, data la portata della tragedia: la “macchina comunale” dei controlli era inceppata, ma lui non ne era al corrente. Il sindaco ha dichiarato agli inquirenti di non sapere che, dal 2019, nessun ispettore avesse più messo piede nel locale per verificare il rispetto delle norme antincendio, un buco temporale che ha lasciato il Constellation completamente sprovvisto di quelle garanzie fondamentali. Secondo la sua ricostruzione, fornita con voce talvolta incerta durante l'audizione, Féraud ha ribadito di essere rimasto “scioccato” nell'apprendere la notizia della carenza di personale solo dopo il rogo, quando ormai il destino delle vittime era segnato.

Un’organizzazione “confusa” e il tentativo di delegare le responsabilità

Lontano dal limitarsi a un semplice sfogo di circostanza, l'interrogatorio ha rivelato dettagli tecnici significativi riguardanti l’architettura burocratica del Comune. Dai verbali è emersa una realtà fatta di scelte precise: l’esecutivo di Crans-Montana, infatti, non si è mai dotato di una commissione antincendio interna. Una scelta giustificata dal sindaco con la volontà di delegare ogni competenza a un organismo intercomunale, scaricando di fatto le responsabilità su altri livelli istituzionali. Per l’avvocato di parte civile Nicolas Mattenberger, questa struttura ha generato un’ “organizzazione comunale confusa”, una definizione che fotografa la mancanza di una catena di comando chiara. Tra le incongruenze emerse, spicca il fatto che lo stesso Féraud, già nel 2023, avesse commissionato un audit che segnalava una generale carenza di personale; un rapporto che però venne giudicato “deludente” e archiviato, senza mai tradursi in correttivi concreti.

L’ombra del sequestro e le parole dei legali

Il sequestro del dispositivo mobile del sindaco, avvenuto nel corso della giornata di lunedì, suggerisce che gli investigatori ritengano essenziale analizzare i flussi comunicativi dell’amministrazione per capire se vi siano state omissioni colpose o tentativi di insabbiamento. Féraud, che è formalmente indagato per incendio, lesioni e omicidio colposi insieme ad altre otto persone (tra cui i coniugi Jacques e Jessica Moretti, gestori del locale, e i suoi stessi funzionari), ha risposto alle domande senza avvalersi della facoltà di non rispondere. Se da un lato il primo cittadino ha cercato di prendere le distanze dai gestori del Constellation, ammettendo di esserci stato solo poche volte come “cliente” e di conoscerli solo “di vista”, dall’altro il mondo delle parti civili accoglie questo sviluppo con cauto ottimismo. “Siamo a un livello più alto delle indagini”, ha commentato l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, sottolineando come l’arrivo della politica negli uffici giudiziari rappresenti una svolta rispetto ai precedenti interrogatori, limitati ai soli tecnici e ai proprietari.

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