Hakimi a processo per stupro: la Cassazione francese respinge il ricorso
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Redazione Sport
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La Corte di Cassazione francese ha respinto il ricorso presentato da Achraf Hakimi, confermando in via definitiva il rinvio a giudizio del terzino del Paris Saint-Germain per l'accusa di stupro. La decisione, arrivata mercoledì 23 settembre, chiude l'ultima strada percorribile dalla difesa del giocatore per evitare il dibattimento. Hakimi dovrà ora comparire davanti alla corte criminale dipartimentale degli Hauts-de-Seine, nel cuore dell'Île-de-France, con un processo che stando alle fonti giudiziarie potrebbe tenersi nel corso del prossimo anno.
Le motivazioni del rigetto
A spiegare il dispositivo della Suprema Corte è stato Bertrand Périer, legale della parte civile. «La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del giocatore del PSG, ritenendo che non vi fossero motivi seri per giustificarne l'ammissione, in conformità con il parere del relatore e le conclusioni dell'Avvocato Generale», ha dichiarato il difensore della donna che ha sporto denuncia. Le alte corti francesi avevano già confermato il rinvio a giudizio lo scorso 19 giugno, quando la Corte d'Appello di Versailles aveva rigettato la richiesta di annullamento avanzata dai legali del calciatore.
Le accuse e la versione della difesa
I fatti contestati risalgono al febbraio del 2023. Secondo la ricostruzione dell'accusa, una giovane donna aveva conosciuto il calciatore tramite Instagram e si era recata nella sua abitazione a Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi. La denunciante sostiene di essere stata violentata dopo aver rifiutato le avances del giocatore. Hakimi, che ha sempre respinto ogni addebito, è stato formalmente incriminato per stupro il 2 marzo 2023, a pochi giorni dalla presunta aggressione.
La sua avvocata, Fanny Colin, ha ribadito che il cliente «non ha nulla da nascondere» e che le contestazioni «non sono state esaminate dalla Corte di Cassazione», trovando invece spazio nel dibattimento dove verranno presentate «pubblicamente e in contraddittorio» le ragioni della difesa.
Le reazioni delle parti
Rachel-Flore Pardo, che assiste la donna, ha parlato di una battaglia giudiziaria lunga tre anni e mezzo. «Dopo essere stata calunniata e trascinata nel fango dalla difesa di Hakimi, la mia cliente è determinata a ottenere giustizia», ha affermato l'avvocata, aggiungendo che la sua assistita spera che il processo possa contribuire a incrinare «la fortezza del diniego e dell'impunità delle violenze sessuali, anche nel mondo del calcio maschile».
Il Paris Saint-Germain, interpellato sulla vicenda, ha ricordato come il giocatore «abbia sempre fermamente contestato i fatti» e «rimanga a oggi presunto innocente», sottolineando l'impegno del club contro ogni forma di violenza.
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