Tutto l’amore che resta, la scuola inclusiva di Stefano Fogli alla prova del terzo e quarto episodio

Tutto l’amore che resta, la scuola inclusiva di Stefano Fogli alla prova del terzo e quarto episodio
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Martedì 6 ottobre su Rai 1 torna in prima serata Tutto l’amore che resta, la serie con Raoul Bova nei panni di Stefano Fogli, preside e fondatore del liceo Helen Keller. Dopo aver presentato l’istituto e i suoi protagonisti nelle prime due puntate, la fiction entra nel vivo mostrando quanto sia complicato tradurre in pratica l’idea di inclusione su cui la scuola è stata costruita.

Nel terzo e nel quarto episodio il preside dovrà difendere il proprio progetto dalle pressioni esterne, ma anche fare i conti con le ricadute che quella missione sta avendo sulla sua vita privata.

Il terzo episodio: destini intrecciati e segreti

Nel terzo appuntamento i percorsi degli studenti si incrociano tra amori nascosti, decisioni difficili e fragilità profonde. Nuri, atleta ipovedente con una grande passione per la corsa, trova in Pietro una guida sulla pista d’atletica; il ragazzo, arrivato all’Helen Keller per scontare dei lavori socialmente utili, sembra lasciare emergere un lato meno turbolento del suo carattere. Intanto Stefano difende la scuola dalla serrata ispezione ministeriale condotta da Michela, ex fiamma di gioventù mandata dal Ministero dell’Istruzione per verificare che tutto sia a norma.

Il preside si muove su un crinale sottile: da un lato la gestione del figlio Luca, affetto da una rara malattia che lo ha tenuto lontano dal mondo per anni, dall’altro l’affetto sincero per i suoi studenti, per i quali arriva persino a improvvisarsi autista per il compleanno di Ambra. La ragazza, carismatica nonostante una disabilità motoria congenita grave, è assorbita da un misterioso amore online, ignara di ciò che il destino le sta preparando.

Vittoria, dal canto suo, nasconde verità compromettenti, in un intreccio di passioni ed equivoci che rischia di travolgere l’intero istituto.

Il quarto episodio: la dedizione che sgretola le mura domestiche

Il quarto episodio mette a nudo la contraddizione più profonda del personaggio interpretato da Raoul Bova. Stefano continua a difendere con tenacia la propria vocazione educativa e la volontà di integrare gli studenti più problematici, affrontando a testa alta lo scetticismo delle istituzioni. Quella dedizione assoluta, però, rischia di far crollare gli equilibri familiari: la moglie Paola si sente sempre più isolata, e la scelta controversa di accogliere in casa la ribelle Alex innesca fratture profonde.

Mentre i ragazzi esplorano vulnerabilità inattese e nuovi legami fragili, il preside si ritrova drammaticamente solo ad affrontare il peso delle proprie decisioni, costretto a cercare un equilibrio precario tra la salvezza dei suoi studenti e quella della sua stessa famiglia.

Una scuola nata da una ferita personale

Il liceo Helen Keller, ambiente in cui si svolgono le vicende, nasce da un’esperienza privata dolorosa. Stefano Fogli ha voluto un istituto capace di accogliere studenti con e senza disabilità nello stesso percorso, mettendo al centro la relazione e l’ascolto. L’obiettivo dichiarato è abbattere le barriere e i pregiudizi, offrendo un modello scolastico in cui le differenze non vengano ghettizzate né appiattite.

La serie, adattamento italiano della francese Lycée Toulouse-Lautrec, è diretta da Andrea Rebuzzi e prodotta da Rai Fiction e Fabula Pictures; tra gli interpreti, accanto a Bova, figurano Giulia Bevilacqua, Gloria Harvey, Francesco Leo, Anna Favella, Adriana Savarese e un nutrito gruppo di giovani attori.

Volti e storie del liceo

Tra i personaggi che animano l’istituto c’è Giulio, interpretato da Francesco Leo: giovane promessa del basket che dopo un incidente stradale ha perso l’uso delle gambe e riversa sulla scuola e sulla fidanzata Alice la rabbia per una vita che non sente più propria. L’incontro con Vittoria rimette in discussione le certezze di entrambi. C’è poi Matteo, fratello di Vittoria, ragazzo autistico con disabilità lieve, che nella nuova scuola cerca gradualmente il proprio spazio.

E ci sono Pietro e Alex, adolescenti con un passato segnato da problemi con la giustizia minorile, inseriti nell’istituto per svolgere lavori socialmente utili: il preside vuole trasformare i loro errori in un’occasione di riscatto. Il figlio di Stefano, Luca, interpretato da Giordano Liberati, è il ragazzo per cui l’intero progetto ha preso forma: la sua condizione ha spinto il padre a immaginare un luogo in cui nessuno debba restare ai margini.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.