SpaceX, la Ipo da record si avvicina: valutazione in discesa e un piano da favola per Musk

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’attesa è destinata a consumarsi in una manciata di giorni, con il debutto sul Nasdaq (ticker SPCX) fissato per il prossimo 12 giugno, a patto che il via libera della Sec, l'authority di Wall Street, arrivi come previsto.

SpaceX, lo si legge nelle pieghe del prospetto S-1 depositato il 20 maggio, si prepara a scrivere una pagina di storia finanziaria; eppure, c’è un dettaglio che non sfugge agli analisti più attenti: il prezzo, o meglio la valutazione complessiva del colosso di Elon Musk, viaggia in direzione opposta rispetto all'hype. repubblica

Se inizialmente si parlava di una capitalizzazione da 2.000 miliardi di dollari, quota che avrebbe polverizzato ogni record precedente, le ultime indiscrezioni sussurrano un ribasso. Bloomberg, citando fonti vicine alla trattativa, riporta un target rivisto al ribasso: prima a 1.875 miliardi, ora fermo a 1.800 miliardi.

Una riduzione, quella del prezzo di listino, che potrebbe celare le prime difficoltà nel collocamento di un mostro sacro dal bilancio, guardando i numeri, decisamente complesso. repubblica

I conti in rosso e la sfida ai giganti dell’Ia

Per comprendere la correzione al ribasso della valutazione, basta scorrere i numeri nero su bianco del filing. Nel primo trimestre del 2026, SpaceX ha generato ricavi per 4,69 miliardi di dollari, ma ha dovuto fare i conti con una perdita netta di 4,28 miliardi.

A pesare non è tanto il business spaziale in sé (Starlink, va detto, resta un gioiello redditizio con un utile operativo di 1,19 miliardi), quanto l’enorme voragine creata dall’intelligenza artificiale. repubblica

L’acquisizione di xAI, la società fondata dallo stesso Musk, ha bruciato risorse per 2,47 miliardi di dollari in un solo trimestre, assorbendo da sola il 76% della spesa in conto capitale.

Una mossa, questa, che trasforma radicalmente la natura di SpaceX: non più (solo) un’azienda aerospaziale, ma un ibrido potentissimo che mira a competere testa a testa con colossi come Anthropic e OpenAI. La posta in gioco, del resto, giustifica l’azzardo. repubblica

Nel documento, SpaceX ha quantificato il proprio “indirizzo di mercato azionabile” in la bellezza di 28,5 trilioni di dollari, una cifra mostruosa che include infrastrutture Ia, data center extraterrestri e applicazioni enterprise. Un azzardo, se si considera che la società, nonostante i volumi da capogiro (oltre 650 lanci totali), dipende ancora da tecnologie che, di fatto, devono essere inventate. repubblica

L’effetto alone sui titoli spaziali (e la frenata di Bezos)

Nel frattempo, l’ecosistema dei titoli spaziali sta cavalcando l’onda dell’euforia da Ipo, anche se con rischi di bolla evidenti.

Basti guardare ai numeri delle “sorelle minori” di SpaceX: AST SpaceMobile (ASTS) ha messo a segno un +8% toccando quota 129 dollari, mentre Rocket Lab (RKLB) ha guadagnato un altro 4%, portando il rialzo annuo oltre il 100%.

Virgin Galactic (SPCE), pur con ricavi ridicoli (appena 227.000 dollari nell’ultimo trimestre), ha terminato a +4% spinta dalla speculazione. repubblica

È il classico "effetto alone" che precede le grandi quotazioni: gli investitori, non potendo comprare azioni di SpaceX prima del debutto, si rifugiano nei concorrenti quotati, gonfiandone i corsi. Una dinamica, questa, resa ancora più elettrica dall’incidente capitato a Jeff Bezos.

Il razzo New Glenn della sua Blue Origin è esploso giovedì sera a Cape Canaveral durante un test a caldo, un’esplosione che ha distrutto il veicolo e gettato ombre sul programma lunare Artemis della Nasa. repubblica

Per Musk, che ha commentato l’accaduto con un secco "molto sfortunato" su X, si tratta di un vantaggio competitivo immediato: meno concorrenza sul mercato dei lanci, almeno finché l’Faa non darà il via libera alle indagini sul rogo di Bezos. repubblica

Un compenso da (quasi) un trilione per “colonizzare” Marte

Se la Ipo è il motore finanziario del momento, il vero carburante per Elon Musk resta il sogno interplanetario, ed è lì, nei documenti depositati in Sec, che si nasconde la clausola più visionaria.

L’amministratore delegato, che a seguito dell’Ipo vedrebbe lievitare ulteriormente una ricchezza personale già superiore ai 700 miliardi, ha messo sul piatto un piano di incentivazione da favola. Il valore teorico massimo di questi nuovi奖励 ammonta a circa 760 miliardi di dollari.

Per incassarli, però, non basterà far crescere gli utili o il titolo in Borsa. repubblica

Musk dovrà raggiungere obiettivi che, nelle intenzioni del board, sembrano volutamente ai limiti del possibile: creare una colonia permanente e autonoma su Marte, con un milione di coloni, e costruire giganteschi data center extraterrestri capaci di erogare potenza di calcolo per l’Ia.

Nessuna delle due condizioni ha un termine di scadenza, ma la società è già chiara nel valutare questi traguardi come “improbabili” al momento della concessione dei premi. Un paradosso solo apparente. repubblica

Musk, che detiene l’85% del potere di voto grazie a un sistema a doppia classe azionaria, ha trasformato la più grande Ipo della storia in un gigantesco crowdfunding per la sua ossessione marziana, legando il proprio futuro finanziario (e quello degli azionisti) a un destino che sembra uscito dalla fantascienza. repubblica

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