Il ceto medio sotto pressione: allarme per la tenuta del Paese
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Redazione Interno
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"Minacciare il ceto medio significa minacciare la tenuta del Paese". Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, la Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità, non usa giri di parole per descrivere una situazione che, secondo il secondo rapporto Cida-Censis, rischia di compromettere il futuro dell’Italia. Presentato alla Camera dei Deputati, lo studio evidenzia come la classe media, che sostiene il 60-70% del gettito fiscale, sia sempre più schiacciata da un sistema che non ne riconosce il ruolo.
Elena Bonetti, di Azione-IV, ha sottolineato le ripercussioni della crisi demografica, che colpisce un Paese già in affanno. "La popolazione invecchia, ma mancano servizi adeguati per gestire la longevità", ha osservato, ricordando come, allo stesso tempo, i giovani emigrino in cerca di opportunità. Un doppio squilibrio che, senza interventi strutturali, rischia di aggravare le disuguaglianze.
Luigi Marattin, del Gruppo Misto, ha puntato il dito contro la pressione fiscale: "L’Italia è il Paese occidentale che tartassa di più il ceto medio". Una tassazione che, secondo lui, dovrebbe essere rivista, visto che sui redditi più bassi non ci sarebbe più margine di manovra.




