La classifica non perdona: il Cagliari arranca mentre la zona salvezza si restringe

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Fra una prova definita da molti dignitosa e le inevitabili pacche sulle spalle per qualcosa che poteva essere e non è stato, a imporsi è sempre lei, la cruda aritmetica della classifica. Un vecchio, tormentato problema per il Cagliari, per i suoi tifosi e per un’isola intera che segue le sorti della squadra, la quale, dopo quindici turni di Serie A, si ritrova a scrutare la tabella dall’alto in basso, chiedendosi cosa manchi per non essere perlomeno al centro di quel sistema numerico infallibile. Un sistema che, come noto, non ammette repliche: se non si vincono partite, non si progredisce di posizione, e l’ultimo posto in classifica, quello che condanna alla retrocessione, rimane un’ossessione costante. L’ultimo verdetto completo della giornata, in attesa del posticipo serale, ha infatti confermato una situazione sempre più tesa per i rossoblù, aggrappati al quartultimo posto con un margine che si è assottigliato pericolosamente.

I punti persi dagli altri e la rincorsa del Verona

La zona salvezza, dopo la vittoria del Verona sul campo della Fiorentina, ha assunto contorni più definiti e, per il Cagliari, più minacciosi. I quattordici punti conquistati finora piazzano la squadra sarda appena sopra il terzetto che occupa la zona retrocessione, dalla quale il Verona stesso, dato per spacciato solo poche settimane fa, è riuscito a uscire temporaneamente grazie a una striscia di risultati positivi. Quel che preoccupa, al di là del singolo risultato, è il dato tendenziale: dopo un avvio di campionato promettente che aveva fruttato sette punti nelle prime quattro giornate, il rendimento nel lungo periodo è calato vistosamente, con altri sette punti raccolti soltanto nelle undici partite successive. Un ritmo che, se mantenuto, non garantisce alcuna tranquillità, mentre le squadre dirette concorrenti, come dimostra il caso del Verona, mostrano segni di ripresa.

Le polemiche tecniche dopo la sconfitta con l'Atalanta

La sconfitta patita contro l’Atalanta, nonostante una prestazione ritenuta da alcuni buona, ha acceso però anche riflessioni di natura più tecnica e critica, lontane dagli automatismi consolatori. Come ha fatto notare una voce proveniente da Radio Casteddu, bisognerebbe forse analizzare meglio alcuni episodi decisivi, come le dinamiche difensive che hanno portato al gol avversario, invece di accontentarsi di facili elogi. “Ma avete visto come marcava Zappa e come Luperto si spostava in occasione del gol dell’Atalanta?”, è stata la domanda provocatoria posta in onda, a sottolineare come dietro al risultato negativo possano nascondersi errori individuali o collettivi che vanno corretti. Un approccio che striderebbe con un certo clima di compiacimento percepito in alcuni settori del tifo, i quali, negli ultimi anni, sembrano a volte manifestare soddisfazione anche in seguito a una sconfitta, pur di aver visto la squadra impegnarsi.

Il margine di sicurezza che evapora

L’effetto combinato dei propri risultati non vincenti e delle vittorie delle rivali più dirette ha quindi prodotto un restringimento del cuscinetto di sicurezza. Quella distanza di quattro punti che separava il Cagliari dalla terzultima posizione, e che poteva far respirare, si è ridotta a soli due punti in una sola serata. Un lusso che la squadra non può permettersi, considerando che il campionato entra ora in una fase cruciale e che il fanalino di coda, pur distanziato, ha mostrato di poter infliggere sconfitte a sorpresa, alterando ulteriormente gli equilibri nella parte bassa della graduatoria. La classifica, insomma, inizia a mostrare un volto poco rassicurante, che impone una rapida inversione di marcia nei rendimenti sul campo, dove i punti si conquistano con i fatti e non con le intenzioni.

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