Georgia, proteste per il rinvio dell’adesione alla Ue

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Tbilisi, capitale della Georgia, la tensione è palpabile. Migliaia di manifestanti, avvolti nelle bandiere blu stellate dell'Unione Europea, si sono radunati davanti al Parlamento per protestare contro la decisione del governo di rinviare i negoziati di adesione all'UE fino al 2028. La polizia, in tenuta antisommossa, ha risposto con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua, cercando di disperdere la folla che, nonostante il freddo della notte georgiana, ha continuato a resistere.

Il primo ministro Irakli Kobakhidze, recentemente rieletto, ha annunciato che i colloqui con Bruxelles non riprenderanno prima della fine del 2028, una mossa che ha scatenato una crisi politica senza precedenti. Le strade di Tbilisi sono diventate teatro di scontri e arresti, con manifestanti determinati a bloccare punti strategici della capitale, compresa la stazione ferroviaria.

La decisione del governo di sospendere i negoziati con l'UE è vista da molti come un tentativo di avvicinare il paese a Mosca, alimentando ulteriormente le tensioni interne. La Georgia, che negli ultimi anni ha cercato di rafforzare i legami con l'Europa, si trova ora in una posizione delicata, con una popolazione divisa tra il desiderio di integrazione europea e le pressioni di un governo che sembra guardare a est.

Le proteste, iniziate il 20 novembre 2024, non accennano a diminuire. Il Ministero degli Interni georgiano ha reso noto che i manifestanti intendono continuare a bloccare i punti nevralgici della città, mentre la polizia continua a usare la forza per cercare di mantenere l'ordine.

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