Il fisco introduce il codice Ateco per prostituzione ed escort, ma la legge Merlin resta un ostacolo
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Redazione Economia
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L’Istat, costretta a recepire le direttive europee, ha inserito tra le attività economiche anche i "servizi di incontro ed eventi simili", un’etichetta che include, tra gli altri, prostituzione ed escort. Il nuovo codice Ateco 96.99.92, però, scontra immediatamente il divario tra le norme Ue e la legislazione italiana, dove la prostituzione in sé non è reato, mentre lo sono sfruttamento, favoreggiamento e qualsiasi forma di organizzazione del mercato del sesso.
La legge Merlin, in vigore dal 1958, aveva abolito le case chiuse proprio per colpire lo sfruttamento, ma oggi il sistema fiscale sembra muoversi in una direzione diversa, riconoscendo – seppur indirettamente – un’attività che il codice penale continua a considerare ai margini. L’Istat, insomma, si è trovata obbligata a registrare un settore che lo Stato, di fatto, non può regolamentare senza contraddirsi.
La questione ha riacceso polemiche mai sopite. Durante l’ultima puntata de La Zanzara, Giuseppe Cruciani ha commentato con toni sarcastici la decisione del governo: "Ragazzi miei, ci sono conferme su conferme! Il governo ne fa una giusta!", ha esclamato, aggiungendo che l’introduzione dei codici Ateco per il lavoro sessuale rappresenta un passo avanti, seppur paradossale.




