La Ford Escort che costa come una villa: opera di Boreham
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A volte la nostalgia smette di essere un sentimento, magari legato ai ricordi d’infanzia o a certe corse domenicali in campagna, per trasformarsi in un investimento finanziario tutt’altro che popolare. Lo sa bene la britannica Boreham Motorworks, che ha recentemente svelato al London Concours la versione definitiva di produzione della sua ultima creatura: una Ford Escort di prima generazione, omologata per la strada, che arriva a costare quanto una villa di lusso o una moderna Ferrari Purosangue.
Non si tratta, come si potrebbe affrettatamente pensare, dell’ennesimo restomod, ossia di una vecchia scocca riverniciata e riempita di tecnologia moderna; al contrario, ci troviamo di fronte a un’auto completamente nuova, assemblata da zero, tanto che i tecnici parlano di "continuation model", ovvero la prima Escort Mk1 inedita a vedere la luce dopo oltre cinquant’anni.
Diecimila giri per un motore da corsa
Basta un numero solo, in fondo, per raccontare gran parte di questa storia, ed è quel diecimila che campeggia sul contagiri. Il cuore pulsante di questa vettura, disponibile nella versione più performante, è il nuovo motore denominato Ten-K, un quattro cilindri aspirato da 2.152 cm³ capace di sviluppare circa 330 cavalli. La sua caratteristica più impressionante, però, è la capacità di raggiungere la soglia dei 10.000 giri al minuto, una cifra che sa più di monoposto di Formula 1 che di una berlinetta nata per le strade di campagna negli anni Settanta.
Per ottenere un risultato del genere, i progettisti hanno realizzato un propulsore che pesa soli 85 chilogrammi, utilizzando componenti forgiati e corpi farfallati indipendenti, riuscendo così a garantire una risposta priva di quel filtro elettronico che spesso caratterizza le auto sportive contemporanee.
Non un semplice restomod, ma una certificazione ufficiale
La differenza sostanziale, quella che probabilmente giustifica il prezzo da capogiro, risiede nella certificazione. A differenza di tanti progetti artigianali che ricostruiscono auto d’epoca, la Escort di Boreham è ufficialmente licenziata da Ford, la quale ha concesso il proprio marchio e i numeri di telaio. Ciò significa che i 150 esemplari previsti (una tiratura volutamente limitata) non sono delle "repliche" in zona grigia, ma veri e propri modelli ufficiali, a tutti gli effetti eredi della leggendaria RS Mk1 che dominava le prove speciali del rally mondiale.
Lo sviluppo ha richiesto un lavoro certosino di digitalizzazione della scocca originale, con un aumento del passo di 30 mm ispirato alle vetture da competizione del 1968 di Alan Mann Racing, senza dimenticare l’uso di fibra di carbonio per cofano e portellone.
L'assenza di compromessi e il prezzo da supercar
Chi decide di acquistare una delle 150 unità – il cui prezzo di listino parte da circa 295.000 sterline (pari a oltre 350.000 euro) e che può facilmente superare i 400.000 dollari nel mercato statunitense – dovrà fare i conti con una certa, voluta, spartanità. Non troverà servosterzo, né ABS, né tanto meno un controllo di trazione, perché l’obiettivo dichiarato è offrire un’esperienza di guida "analogica" e pura, proprio come la leggenda originale richiedeva.
La trazione è ovviamente posteriore, affidata a un cambio manuale dog-leg a cinque marce, mentre il peso totale si aggira attorno ai 895 kg, un valore che regala un rapporto peso-potenza da vera supercar. Per i puristi meno assetati di potenza assoluta, l’azienda offre comunque una versione con il classico motore Twin Cam da 1.8 litri e 185 cavalli, per chi desidera il sound storico senza urlare fino a diecimila giri.




