Aggressione in carcere al killer delle escort, indagati tre agenti della Dogaia
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Redazione Interno
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La procura di Prato, che sta conducendo un’inchiesta sui ripetuti ingressi illegali di cellulari e droga nel carcere della Dogaia, ha aperto un nuovo fronte investigativo dopo l’aggressione subita da Vasile Frumuzache, il 32enne romeno già condannato per il duplice omicidio delle escort Ana Maria Andrei e Denisa Maria Adas. I magistrati, coordinati da Luca Tescaroli, hanno iscritto nel registro degli indagati tre agenti della polizia penitenziaria con l’accusa di non aver impedito che un altro detenuto lo attaccasse.
Frumuzache, reo confesso dei delitti commessi tra maggio e agosto 2024, si trovava nel reparto di “Media Sicurezza” quando è stato aggredito. Le indagini, ancora in corso, stanno ricostruendo le dinamiche dell’episodio, verificatosi in un contesto già sotto la lente per il traffico illecito di dispositivi elettronici e stupefacenti. Secondo gli inquirenti, alcuni agenti avrebbero favorito l’introduzione di smartphone e cocaina, accettando compensi fino a migliaia di euro, mentre altri avrebbero chiuso un occhio su metodi più rudimentali, come i lanci con fionde oltre le mura da parte di complici esterni, tra cui alcuni napoletani.
L’inchiesta, che coinvolge anche addetti alle pulizie, ha portato alla luce un sistema organizzato per rifornire i detenuti dei reparti “Alta” e “Media Sicurezza”, dove sono reclusi anche affiliati a gruppi mafiosi. Tra i materiali sequestrati figurano dispositivi di ultima generazione, smartwatch e schede telefoniche, oltre a consistenti quantitativi di hashish




