Caro energia, l’ue invita all’austerità sui carburanti: smart working e più mezzi pubblici
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Redazione Interno
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La Commissione europea, dopo aver già sperimentato sulla propria pelle le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina – che nel 2022 aveva portato all’adozione di un regolamento per ridurre volontariamente del 15 per cento la domanda di gas – si trova ora a fare i conti con una crisi energetica di diversa natura, alimentata dal prolungarsi del conflitto in Medio Oriente. Stavolta, a scarseggiare non sono soltanto le forniture di metano, bensì i prodotti petroliferi, il che impone un pacchetto di suggerimenti ben più ampio rispetto al passato. Il commissario Ue per l’Energia, Dan Jørgensen, ha messo in guardia i ministri dei Ventisette: occorre prepararsi tempestivamente a un’interruzione potenzialmente prolungata delle forniture, e per farlo serve agire sulla domanda, specialmente nel settore dei trasporti. Nessun obbligo, per ora, ma una serie di raccomandazioni che suonano come un invito all’austerità volontaria: più smart working, utilizzo dei mezzi pubblici, e comportamenti responsabili alla guida, come la riduzione della velocità.
La ricetta Ue: comportamenti virtuosi e biocarburanti
Durante l’ultimo incontro con i ministri dell’Energia, Jørgensen ha ricordato il decalogo dell’Agenzia internazionale dell’energia, quell’elenco di dieci azioni pensate nel 2022 per ridurre il consumo di combustili con effetti immediati – ma anche benefici a lungo termine sul clima e l’inquinamento. Tra queste, spiccano la promozione del lavoro da remoto per tre giorni a settimana, l’uso di treni e autobus al posto dell’auto privata, e persino la moderazione della velocità. Il commissario, inoltre, ha spinto per un maggiore ricorso ai biocarburanti, una strada che i ministri presenti hanno accolto senza particolari entusiasmi ma con la consapevolezza che servano alternative credibili. Nessuno ha messo in dubbio la sicurezza delle forniture a breve termine, e le rassicurazioni in tal senso sono state unanimi; tuttavia, la linea prevalente è stata chiara: bisogna accelerare sulle rinnovabili, mantenere aperta l’opzione nucleare per i Paesi che lo ritengono opportuno, e concedere aiuti di Stato mirati per rafforzare quella che a Bruxelles chiamano “resilienza energetica”.
Trump alla Casa Bianca e l’effetto montagne russe sui mercati
Sullo sfondo di queste discussioni tecniche – che potrebbero sembrare lontane dalla vita quotidiana ma che in realtà incidono direttamente sulle abitudini di oltre 400 milioni di cittadini europei – si staglia la figura di Donald Trump, tornato presidente degli Stati Uniti. I suoi annunci contraddittori in materia di politica estera ed energetica stanno generando un effetto montagne russe sui mercati globali, complicando ulteriormente le previsioni degli analisti. L’amministrazione americana, con la sua imprevedibilità, rischia di sovrapporsi alle strategie europee, e i ministri ne sono consapevoli. Per questo, pur senza dirlo esplicitamente, molti hanno spinto affinché l’Ue non ripeta l’errore del passato – quando ci si affidò troppo al gas russo – e costruisca invece una domanda interna più flessibile e meno vulnerabile agli shock esterni.
Trasporti sotto pressione, il Patto di stabilità resta intoccabile
Il nodo più spinoso rimane quello dei carburanti per i trasporti, un settore che da solo assorbe una fetta considerevole del consumo petrolifero europeo. Jørgensen ha suggerito misure come la riduzione della velocità sulle autostrade, il car pooling e appunto lo smart working, ma ha dovuto prendere atto di un limite strutturale: il Patto di stabilità, che vincola la spesa pubblica dei Paesi membri, non può essere modificato per finanziare agevolazioni strutturali. Tradotto: chi sperava in sconti fiscali automatici sul carburante o in incentivi massicci per l’acquisto di auto elettriche, dovrà ricredersi. L’approccio europeo punta invece su cambiamenti comportamentali, più che su trasferimenti di denaro pubblico. E se nel 2022 l’emergenza gas aveva portato a un regolamento vincolante sulla riduzione della domanda, stavolta il pacchetto rimane confinato nel perimetro dei suggerimenti. Almeno per ora.




