Garlasco, Sempio verso il rinvio a giudizio e attacca: «Non ho più una vita»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Andrea Sempio, unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, racconta il peso di un'inchiesta che dura da quasi vent'anni e che ora si avvia verso una nuova fase processuale. Intervistato da Elena Scarrone per la Tgr Lombardia, l'uomo ha descritto una condizione personale ai limiti: «Non c'è una vita al momento. Di solito quando sono a casa sprofondo nelle carte».

Le sue parole arrivano mentre la Procura di Pavia, dopo la chiusura delle indagini preliminari, si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per l'omicidio aggravato della giovane, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco.

Le nuove consulenze della difesa

I legali di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno depositato venerdì una serie di consulenze tecniche in risposta alle repliche della Procura. Tra queste, spicca l'analisi dimensionale, morfologica e tridimensionale firmata da Armando Palmegiani e Giacomo De Angelis, incentrata sulle impronte di scarpe repertate sulla scena del crimine. Nel corso dell'intervista, lo stesso indagato ha spiegato l'approccio seguito: «Abbiamo lavorato con l'antropologo. Abbiamo fatto i raggi. Abbiamo ricostruito in 3D tutta la struttura della scarpa, il piede, e su questo ci sentiamo decisamente forti». La difesa punta a dimostrare che le tracce lasciate dalla suola a pallini non siano riconducibili al piede dell'indagato.

Il nodo della taglia e lo scontro tra le difese

Il cuore della disputa tecnica è la misura della calzatura impressa dalle tracce ematiche. Secondo i consulenti di Sempio, l'impronta più completa, la cosiddetta traccia 6 rinvenuta sul pavimento del bagno, presenterebbe una maggiore corrispondenza dimensionale con una taglia 40 piuttosto che con la 42. Poiché Sempio calza il 44, questa conclusione lo escluderebbe dalla compatibilità con la traccia. La valutazione, però, non è stata accolta dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per lo stesso delitto e ormai prossimo alla semilibertà.

L'avvocata Giada Bocellari, che assiste Stasi con Antonio De Rensis, ha replicato seccamente: «Ringraziamo, ma la rispediamo al mittente». Secondo i consulenti della difesa Stasi, infatti, la scarpa in questione sarebbe un numero 44, la stessa misura indossata da Sempio, e ulteriori accertamenti tecnici avrebbero confermato questa conclusione già contenuta in una prima relazione.

La traccia 33 e il disaccordo sull'impronta insanguinata

Oltre alla questione della calzatura, l'intervista ha toccato un altro degli elementi contestati dalla Procura: la traccia 33, che secondo gli inquirenti sarebbe il palmo della mano destra di Sempio, impresso sulla parete delle scale della villetta. L'indagato respinge l'attribuzione con argomenti tecnici: «Per noi non è attribuibile a prescindere, perché proprio non troviamo le minuzie sulla traccia». Sempio contesta anche la natura stessa del reperto, sostenendo che non risulterebbe che si tratti di un'impronta insanguinata.

La difesa insiste sulla mancanza di dettagli sufficienti per una comparazione certa, mentre la Procura considera la traccia un elemento centrale della ricostruzione che colloca l'indagato sulla scena del delitto.

La preparazione della revisione per Stasi

Mentre la Procura di Pavia procede verso la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, la difesa di Alberto Stasi lavora in parallelo alla richiesta di revisione della condanna definitiva. I tempi delle due iniziative restano incerti e dipenderanno dalle decisioni degli uffici giudiziari. L'avvocata Bocellari ha spiegato che i nuovi accertamenti disposti dalla Procura hanno allungato i tempi: «Chiaramente quando a fine maggio abbiamo saputo dei nuovi accertamenti in corso il paletto si è spostato al 28 settembre».

La legale ha poi aggiunto un riferimento ai nuovi atti depositati: «I faldoni del Ris sono una miniera, andavano letti con grande attenzione, comparandoli con tutto il resto». La difesa di Stasi continua dunque a esaminare il materiale probatorio in vista di una possibile revisione, mentre Sempio attende di conoscere se e quando sarà formulata la richiesta di processo nei suoi confronti.

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