Deltaplano su Calenzano, il pilota chiarisce: "Nessun richiamo al 7 ottobre"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La manifestazione di solidarietà per Gaza, che ieri ha visto sfilare a Calenzano, in provincia di Firenze, migliaia di persone – tra giovani, famiglie con bambini e lavoratori del comparto scolastico – in un turbinio di bandiere palestinesi, è stata accompagnata da un episodio che, in poche ore, ha travalicato i confini della cronaca locale per assumere i contorni di un caso nazionale. Un deltaplano a motore, i cui colori sono stati descritti come quelli della pace, ha solcato i cieli sopra il corteo, compiendo diversi passaggi. Quel volo, apparentemente innocuo, è stato immediatamente caricato di un significato simbolico sinistro da una parte dell’opinione pubblica, soprattutto online, dove ha generato un fiume di post e commenti. Maître à penser dei social network con decine di migliaia di follower e giornalisti di testate nazionali, infatti, vi hanno letto un esplicito e provocatorio riferimento ai deltaplani utilizzati dagli uomini di Hamas durante l’assalto al Nova Festival il 7 ottobre 2023, un paragone che ha trasformato un gesto di solidarietà in un presunto atto di esaltazione.

La reazione, come spesso accade, non si è fatta attendere, trovando spazio anche in dichiarazioni ufficiali. Sara Natale Sforni, coordinatrice della sezione fiorentina di Sinistra per Israele – Due Popoli, Due Stati, ha definito lo spettacolo offerto dal deltaplano come "osceno", stigmatizzando nella sua nota un volo che, a suo dire, richiamava consapevolmente gli eventi di quel tragico giorno. Anche Palazzo Vecchio, pur senza entrare nel merito delle intenzioni, ha espresso una condanna formale, alimentando una polemica che sembrava ormai aver trovato un suo capro espiatorio. La narrazione, tuttavia, si è rivelata ben presto una costruzione frettolosa, basata su un fraintendimento che ha ignorato la realtà dei fatti e, soprattutto, la voce del diretto interessato.

A smontare pezzo per pezzo l’intera vicenda è stato infatti l’intervento dello stesso pilota, Carlo Berni, il quale ha categoricamente smentito qualsiasi collegamento con gli attentati del 7 ottobre. Il 75enne calenzanese, al suo rientro a casa dopo aver partecipato al corteo, si è trovato sommerso da una valanga di accuse sui social network, una reazione che lo ha colto di sorpresa. «Mai pensato nulla del genere», ha precisato l’uomo, spiegando come il suo volo avesse il solo scopo di manifestare un sostegno pacifico alla causa palestinese, senza alcuna allusione alla violenza. La sua replica, semplice e diretta, ha rimesso i puntini sulle "i", restituendo all’episodio la sua dimensione genuina e disinnescando una polemica che si era alimentata più di suggestioni che di elementi concreti.

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