Armani, la prima sfilata a due voci senza Giorgio: Leo Dell'Orco e Silvana firmano il futuro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il cortile di Palazzo Orsini, in via Borgonuovo, ha fatto da cornice ieri sera a un evento che segna una svolta nella storia della maison. Per la prima volta, la sfilata Giorgio Armani Uomo Primavera Estate 2027 e la collezione Cruise 2027 sono state firmate congiuntamente da Leo Dell'Orco e Silvana Armani, rispettivamente storico compagno e nipote del fondatore. Un passaggio di consegne che si era già intravisto negli ultimi anni, ma che mai era stato così esplicito e ufficiale.
Lo show, che ha di fatto chiuso il calendario di Milano Moda Uomo SS27, è stato accolto da un parterre di ospiti d'eccezione, tra cui Matilda De Angelis e Marco Mengoni, a suggellare l'importanza dell'occasione.
Un environment firmato OMA per il rito della sottrazione
La location non è stata scelta a caso: il Deposito di Fondazione Prada, con un allestimento futuristico curato dallo studio OMA, ha accolto la sfilata in un ambiente che sembrava sospeso nel tempo. Un contrasto voluto con la leggerezza e la concretezza delle proposte in passerella, dove il concept della "sottrazione radicale" ha dominato la scena. Le giacche si sono alleggerite, perdendo imbottiture e rigidezze; i pantaloni hanno abbandonato le pieghe per assecondare il movimento naturale del corpo.
Un'eleganza rilassata, quasi nomade, che ha risposto alla complessità del presente con la lucidità di un gesto semplice ma studiato nei minimi dettagli. La palette cromatica, fedele al dna del marchio, ha virato verso toni della terra e azzurri polverosi, richiamando lo spirito mediterraneo che da sempre ispira l'estetica di Armani.
Il mistero Vitale e la doppia visione di Dell'Orco e Silvana Armani
Mentre nei giorni scorsi i social si erano accesi sui rumor di un possibile arrivo di Dario Vitale alla direzione creativa di Emporio Armani, la sfilata di ieri ha spostato l'attenzione su un'altra verità. Quella di una maison che sceglie di non affidarsi a un unico successore, ma a una diarchia creativa. Leo Dell'Orco ha disegnato la collezione uomo, mantenendo quella cifra sartoriale che ha reso celebre il marchio, mentre Silvana Armani ha curato la linea Cruise 2027, introducendo una visione più fluida e contemporanea del guardaroba femminile.
Alla fine della passerella, i due sono usciti insieme, abbracciati, come a voler suggellare il senso di questa nuova fase: non una rottura, ma un'evoluzione corale del linguaggio di Re Giorgio.
Il potere discreto di un guardaroba senza tempo
La sfilata ha confermato come il segno di Armani continui a essere riconoscibile, pur nei cambiamenti. Le giacche destrutturate, i tessuti tecnici nobilitati, le proporzioni allungate hanno raccontato di un uomo che non ha bisogno di ostentare, ma di esprimere sicurezza attraverso la leggerezza. Matilda De Angelis, presente in prima fila, ha interpretato questo stesso spirito con un look che bilanciava rigore sartoriale e sensualità misurata, mentre Marco Mengoni, in bermuda, ha incarnato l'approccio casual ma ricercato che ha caratterizzato l'intera collezione.
Un messaggio chiaro, in un momento storico in cui la moda maschile cerca nuove coordinate per definirsi, senza perdersi in eccessi o nostalgia.




