Roma, la storica pasticceria Cavalletti finisce sotto sequestro: cibi avariati e un furto di elettricità da 360mila euro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I carabinieri della stazione Roma Parioli, coadiuvati dai colleghi del Nas, hanno messo la parola fine, seppur in via temporanea, all’attività della storica pasticceria Cavalletti, situata nel cuore del quartiere Parioli, in viale Parioli. Quello che per decenni è stato un punto di riferimento per la clientela più esigente – celebre in particolare per la sua millefoglie, un dolce che si dice fosse apprezzato persino da una sovrana come la regina Elisabetta – si è trasformato improvvisamente nel teatro di un’ispezione che ha rivelato un quadro di irregolarità a dir poco sconcertante. I militari, operando a pochi passi dal locale, hanno infatti riscontrato non solo gravi carenze sul fronte della sicurezza alimentare, ma anche un’illecita connessione alla rete elettrica cittadina, configurando un reato che ha assunto i contorni di un furto aggravato.

Muffe, scadenze e conservazione a rischio

L’accesso ispettivo, frutto di un’attività di controllo coordinata, ha portato alla luce condizioni igieniche che non lasciano spazio a interpretazioni. All’interno dei locali adibiti alla preparazione e allo stoccaggio dei prodotti, i carabinieri hanno rinvenuto alimenti in stato di avanzata decomposizione, conservati in violazione delle più elementari norme di sicurezza. Tra scaffali e celle frigo, sono emersi prodotti scaduti da tempo e altri che presentavano evidenti tracce di muffa, un ritrovamento che ha immediatamente fatto scattare la procedura per la sospensione dell’attività di somministrazione. La misura, notificata all’amministratrice unica della società titolare del locale, interrompe di fatto la possibilità di servire bevande e cibi, lasciando in stand-by una delle insegne storiche della movida romana.

L’allaccio abusivo e il buco da 360mila euro

Ma è stato un altro particolare, emerso nel corso degli stessi accertamenti, a trasformare la violazione amministrativa in un vero e proprio caso giudiziario. Oltre ai prodotti avariati, gli inquirenti hanno scoperto che la pasticceria era alimentata da un allaccio abusivo direttamente alla rete pubblica. Una manomissione che non era certo recente: le stime dei consumi non prelevati legalmente coprono un arco temporale di ben quattro anni, dal marzo 2022 al marzo 2026. Per l’ente erogatore, l’Areti, il danno economico calcolato per quel periodo ammonta a circa 360 mila euro, una somma ragguardevole che testimonia la portata del prelievo illegale.

La titolare nei guai e il futuro del locale

La gestione di quell’impianto elettrico, alterato per sottrarre energia senza pagarla, ha avuto conseguenze dirette per chi ne aveva la responsabilità legale. L’amministratrice della società che gestisce la pasticceria è stata formalmente denunciata dai carabinieri con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica, un reato che, in contesti commerciali come questo, viene considerato con particolare severità dal sistema giudiziario. Per il locale di viale Parioli, che conta diverse altre sedi sparse per la capitale, si prospetta ora una fase di stallo: la sospensione della licenza rimarrà in vigore fino a quando non verranno ripristinate le condizioni igienico-sanitarie ritenute idonee e, naturalmente, regolarizzata la posizione debitoria nei confronti della società elettrica.

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