Kallas: il raid russo sul treno è un messaggio per l'Occidente. Merz: la pace è a rischio in Europa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un drone russo ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto da Kiev a Varsavia mentre si trovava nella stazione di Yahodyn, nell'Ucraina occidentale, a poco meno di due chilometri dal confine con la Polonia. Il convoglio, gestito dalla compagnia polacca Pkp Intercity, trasportava 206 passeggeri: tutti sono stati evacuati e nessuno risulta ferito. Nella stessa area un secondo attacco ha danneggiato una stazione di servizio e alcuni camion fermi nei pressi del valico.

Un messaggio rivolto all'Occidente

«Credo che l'obiettivo fosse chiaramente quello di spaventare i paesi occidentali, dissuadendoli dal sostenere l'Ucraina o dal recarvisi per manifestare solidarietà. Si trattava, inequivocabilmente, di un messaggio rivolto al mondo occidentale». Così l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas è intervenuta sul raid russo al confine ucraino-polacco, a margine dell'European Arctic Summit in corso a Rovaniemi, in Finlandia.

La responsabile della diplomazia europea ha spiegato che la risposta dell'Unione deve andare nella direzione opposta a quella sperata da Mosca, rafforzando anziché riducendo il sostegno a Kiev.

La ricostruzione e i passeggeri illustri

Il raid assume un peso particolare per la presenza, pochi minuti prima dell'impatto, di un convoglio diplomatico che aveva appena lasciato la stessa stazione in direzione della Polonia. Su quel treno viaggiavano l'ex primo ministro britannico Boris Johnson, l'ex premier svedese Carl Bildt e diversi consiglieri per la sicurezza europei, tra cui l'italiano Fabrizio Saggio, di ritorno dalla Conferenza Yalta European Strategy tenutasi a Kiev.

Nella stazione si trovava anche l'ex direttore della Cia David Petraeus, che ha raccontato al New York Times di aver sentito i droni avvicinarsi e poi l'esplosione, definendo quei momenti «terrificanti». Le Ferrovie ucraine hanno ipotizzato che il bersaglio potesse essere proprio il treno diplomatico, partito in anticipo rispetto agli orari previsti per ragioni di sicurezza, ma non ci sono conferme pubbliche in tal senso.

La posizione di Mosca e la reazione di Kiev

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito «infrastrutture ferroviarie utilizzate per trasportare carichi militari» provenienti dai paesi europei. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di aver colpito «deliberatamente» la locomotiva del treno passeggeri. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, su X, ha lanciato un allarme diretto ai paesi della Ue e della Nato: «I barbari russi sono già alle vostre porte».

La Francia, per voce del ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, ha parlato di un attacco con un obiettivo «molto chiaro: intimidire gli europei, scoraggiarli e soprattutto disunirli».

Il vertice artico e l'allarme di Merz

Il raid è stato commentato dai leader riuniti a Rovaniemi per il vertice dedicato all'Artico. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha lanciato un avvertimento: «In Europa la pace è a rischio, occorre considerare seriamente questa minaccia. Esorto a prendere sul serio la minaccia». Merz ha aggiunto che al vertice si parla di «libertà e sovranità come europei» e che i paesi sono «uniti, nell'estremo Nord, come vicini del Mar Baltico e sotto la pressione di attacchi ibridi permanenti».

Il premier finlandese Petteri Orpo ha definito la Russia «la minaccia più grave e a lungo termine» per la stabilità dell'Artico, sottolineando l'importanza del confine tra Finlandia e Russia come frontiera strategica per l'intera Unione. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha ricordato che tre stati membri dell'Ue sono nazioni artiche e che «ciò che accade qui non è una questione regionale, ma europea».

Il fronte yemenita

Sul fronte mediorientale, il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha annunciato il lancio di decine di droni e missili balistici contro obiettivi militari nella regione saudita di Khamis Mushait. Secondo il portavoce, tra gli obiettivi figuravano hangar per caccia, radar, piste di decollo e depositi di munizioni della base aerea King Khalid. L'azione è stata definita una risposta ai raid aerei sauditi contro lo Yemen, che secondo gli Houthi avrebbero superato i 300 attacchi in cinque giorni.

Le autorità saudite non hanno confermato danni alla base, mentre la Protezione civile di Khamis Mushait ha diffuso un'allerta invitando i residenti a seguire le istruzioni e a evitare assembramenti.

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