Lamborghini Fenomeno Roadster, 1080 cv ibridi per l’ultima “few-off” a cielo aperto

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’è chi ancora insegue il primato in pista e chi, invece, ha già capito che il lusso estremo, ormai, si misura in esclusività. A Sant’Agata Bolognese, dove il rombo del V12 è una sorta di liturgia laica, hanno appena alzato il sipario su qualcosa che va oltre la semplice supersportiva: la Fenomeno Roadster, presentata durante la Lamborghini Arena, è l’hypercar cabriolet più potente mai uscita dai cancelli del Toro. E lo fa con un numero che suona quasi come una provocazione, 1080 cavalli, frutto di un raffinato sistema ibrido plug-in dove un V12 aspirato (sì, ancora lui, l’ultimo dei romantici) si sposa con tre motori elettrici. Il risultato? Una scoperta che non chiede permesso, capace di fondere il sibilo dell’elettrico col carattere roco e pieno del dodici cilindri.

Quindici esemplari e nessuna replica: la strategia della scarsità

Basti pensare che la produzione è stata limitata a sole 15 unità, un numero talmente esiguo da trasformare ogni esemplare in un oggetto da museo ancora prima di rotolare sull’asfalto. La Roadster, va detto, non nasce dal nulla: eredita la struttura della Fenomeno Coupé, lanciata nel 2025, ma ne stravolge l’anima scoprendo il cielo. Una scelta precisa, quasi archeologica, che riallaccia il filo con quella tradizione di modelli aperti iniziata nel 2009 – quando Lamborghini cominciò a giocare col vento e con le serie limitatissime. Da allora, ogni “few-off” ha rappresentato un capitolo a sé, e questa roadster non fa eccezione: i quindici clienti che riusciranno ad aggiudicarsela non entreranno semplicemente in possesso di un’auto, ma di un frammento di storia industriale che il resto del mondo potrà soltanto immaginare.

Il motore: V12 aspirato più tre elettrici, una sinfonia controllata

Se si analizza la parte tecnica, ciò che colpisce non è soltanto la potenza complessiva – quei 1080 cv che la rendono la scoperta più cattiva mai prodotta dalla casa emiliana – quanto la filosofia ibrida che li genera. A differenza di soluzioni puramente termiche, qui l’elettrico non è un accessorio green per salvare la faccia, bensì un attore protagonista: le tre unità elettriche intervengono per riempire i vuoti di coppa, per gestire la trazione integrale e per regalare quella risposta fulminea che nessun aspirato, da solo, potrebbe offrire. Il vento, mentre si accarezzano le linee tese della carrozzeria – scolpita con un’eleganza quasi aliena – porta con sé non solo il rombo, ma anche un sibilo alto, metallico, che ricorda le Formula E dei primi anni. Un contrasto affascinante, per chi ama le contraddizioni tecnologiche.

Un’eredità che parte dal 2009 e arriva all’Arena

La presentazione ufficiale, occorre ricordarlo, è avvenuta durante la Lamborghini Arena, evento che il costruttore utilizza ormai come vetrina per le sue creature più estreme. Non un semplice salone, piuttosto un rito iniziatico per collezionisti e appassionati. Ed è lì, davanti a un pubblico selezionato, che hanno sollevato il telo dalla Roadster mostrandola in tutta la sua aggressività controllata. Chi scrive segue il mondo dei motori dal 2005 – allora spinto dalla passione per lo sport, poi risucchiato dall’automotive e dalle sue evoluzioni sempre più sostenibili – e può testimoniare come nessun’altra cabriolet abbia mai osato tanto in termini di potenza specifica. Certo, i numeri parlano chiaro, ma la sostanza è un’altra: la Fenomeno Roadster non è stata costruita per battere un record sul nastro di Nardò, ma per esistere come feticcio. E a giudicare dalla tradizione avviata nel 2009, quando la prima di queste serie limitatissime vide la luce, è probabile che i quindici acquirenti abbiano già firmato l’assegno in segreto, prima ancora del taglio del nastro.

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