Lamborghini Fenomeno Roadster: 1.080 Cv a cielo aperto per pochissimi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’aria che si respira sul circuito di Imola, durante la seconda edizione di Lamborghini Arena, è stata quella, densa e metallica, di un evento destinato a lasciare il segno. È lì, infatti, che la casa di Sant’Agata Bolognese ha scelto di togliere i veli alla Fenomeno Roadster, versione scoperta della vettura già presentata un anno fa e che ora si candida a detenere un primato interno difficile da scalfire: quello di roadster più potente mai realizzata dal marchio del Toro. Con i suoi 1.080 cavalli, sprigionati da un powertrain V12 ibrido HPEV dove l’aspirato da 6.5 litri lavora in simbiosi con tre unità elettriche, questa hypercar a cielo aperto non è soltanto un’evoluzione, ma piuttosto una dichiarazione di intenti tecnica senza precedenti.
Numeri da corsa e un’aerodinamica ripensata per l’assenza del tetto
Chiunque si aspetti una semplice variante della coupé, in fin dei conti, farebbe un errore di valutazione. I tecnici hanno dovuto rivedere da capo il comportamento dei flussi d’aria, perché privare la vettura della copertura fissa stravolge equilibri e carichi aerodinamici. Il risultato si legge nelle prestazioni brutali: lo scatto da 0 a 100 km/h viene polverizzato in 2,4 secondi, mentre la velocità massima si attesta su un valore superiore a 340 km/h. Per gestire una mole di potenza simile, la Fenomeno Roadster monta una monofuselage interamente in fibra di carbonio, ammortizzatori di derivazione racing regolabili manualmente e freni CCM-R Plus, quegli stessi, a livello concettuale, che troviamo su certi prototipi da pista. E non è un caso, visto che l’intero progetto è stato pensato per offrire una guida precisa e chirurgica, anche – o forse soprattutto – quando si decide di andare a caccia dell’asfalto senza il riparo del tetto.
Quindici esemplari già introvabili e un prezzo da capogiro
Il discorso sull’esclusività, in questo caso, trascende persino le cifre tecniche. La produzione, ce lo si può aspettare, sarà limitata a soli quindici esemplari, una tiratura che di fatto trasforma ogni singola unità in un pezzo da collezione ancor prima di uscire dalle linee di montaggio. Fonti vicine alla casa rivelano che tutte e quindici le vetture sono già state assegnate ai rispettivi acquirenti, i quali hanno dovuto mettere sul piatto una cifra stimata intorno ai 5 milioni di euro ciascuna. Del resto, Lamborghini prosegue con questa strategia di “Few Off” inaugurata nel lontano 2009 con la Reventón Roadster, e la Fenomeno ne rappresenta l’erede più estremo e tecnologicamente avanzato. Le linee, affilate come lame e studiate in galleria del vento, non sono solo un esercizio di stile, ma il prodotto di un lavoro minuzioso per bilanciare deportanza e resistenza all’avanzamento, soprattutto quando il vento, a velocità proibitive, sferza l’abitacolo.
Motore V12 e ibrido leggero: il connubio che salva il termico
Nel cuore pulsante di questa roadster batte ancora il 6.5 V12 aspirato, una scelta quasi ostinata e controcorrente in un’epoca di downsizing forzato. L’ibridazione, va detto, non ha appiattito il carattere del motore: le tre unità elettriche intervengono per riempire i vuoti di coppia e abbassare i consumi, ma senza mai rubare la scena al rombo del dodici cilindri. Una sinfonia meccanica che, per i fortunati quindici proprietari, potrà essere goduta a pieno regime, magari mentre il vento scompiglia i capelli e l’ago del tachimetro si avvicina pericolosamente al fondo scala. La tecnologia, insomma, è al servizio dell’emozione e non viceversa, come dimostra la presenza di ammortizzatori regolabili a mano, una scelta volutamente “racing” che strizza l’occhio ai puristi della guida senza filtri.




