Lamborghini Fenomeno roadster, 1.080 cv a cielo aperto per quindici soli esemplari

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La corsa all’esclusività assoluta, nel mondo delle hypercar, non conosce soste. A poco più di un anno dal trionfo della Fenomeno coupé – modello che aveva già fatto epoca con i suoi 29 esemplari e una potenza da capogiro – la Lamborghini di Sant’Agata Bolognese compie un ulteriore, radicale passo avanti. Nasce così la Fenomeno Roadster, versione scoperta che si candida a essere la vettura “open top” più potente mai uscita dai cancelli del Toro. Lo fa con un numero di unità talmente limitato, quindici per l’esattezza, da trasformare ogni singolo esemplare in un oggetto quasi irraggiungibile, persino per molti dei collezionisti abituali del marchio.

Lo stesso V12 ibrido della coupé, ma senza compromessi

Sotto la carrozzeria affilata, che riprende le linee geometriche e aggressive della versione chiusa, la Roadster monta il medesimo sistema ibrido plug-in già collaudato sulla Fenomeno coupé (la quale, a sua volta, basa la propria architettura sulla Revuelto). Si tratta di un’unione tecnica che fonde il classico V12 aspirato da 6,5 litri con tre motori elettrici, per una potenza complessiva di sistema pari a 1.080 CV. Una cifra, quest’ultima, che non subisce tagli nonostante l’assenza del tetto – a differenza di quanto accade spesso nel segmento delle supersportive scoperte, dove l’ingegneria deve talvolta sacrificare qualche cavallo per ragioni strutturali o di raffreddamento.

Proprio l’eliminazione della capote, d’altronde, diventa qui una scelta di stile e di filosofia. La Fenomeno Roadster non è una semplice variante della coupé con il tetto asportabile: è un progetto che rifiuta ogni filtro tra il pilota e l’ambiente circostante. Il rombo del V12 aspirato, amplificato dall’assenza di copertura, entra così nell’abitacolo senza mediazioni, e l’aria che colpisce i passeggeri a velocità sostenute diventa parte integrante dell’esperienza di guida.

Un programma “few-off” che stringe ulteriormente le maglie

La strategia commerciale di Lamborghini, in questo caso, segue quella già rodata per la serie limitata del modello precedente. Ma se la Fenomeno coupé era già un’edizione rarissima – ventinove clienti al mondo – la Roadster alza l’asticella dell’esclusività in modo quasi vertiginoso. Quindici esemplari, nemmeno uno di più. Una scelta che non ha a che fare con la capacità produttiva, bensì con la volontà di creare un’aura di intoccabilità attorno a ogni singola vettura. In altre parole, chi avrà la fortuna (e i mezzi) per acquistarne una, potrà dire di possedere qualcosa di cui non esiste una copia identica in nessun altro luogo, nemmeno in una collezione principesca.

Fonti vicine alla casa emiliana hanno confermato che l’intera produzione è già stata assegnata, con ogni probabilità, a un ristretto gruppo di fedelissimi del marchio. Un meccanismo, questo, che alimenta ulteriormente la leggenda attorno al modello: la Roadster non sarà mai vista esposta a lungo nelle concessionarie, né tanto meno sfreccerà abitualmente per le strade di città come Montecarlo o Dubai. La maggior parte di loro finirà in garage climatizzati, accanto ad altre icone su ruote, uscite solo in occasioni speciali.

Prestazioni e tecnica: nessun compromesso con l’aerodinamica

Sul piano puramente dinamico, eliminare il tetto impone ai tecnici di Lamborghini un lavoro supplementare sulla rigidità torsionale del telaio e sulla gestione dei flussi d’aria. Il gruppo Volkswagen – proprietario del marchio – ha messo a disposizione le proprie competenze nel campo dei materiali compositi, e il risultato è una monoscocca in fibra di carbonio che compensa la perdita della struttura superiore senza un aumento di peso significativo. Le tre elettrovalvole, collegate alle ruote anteriori e al cambio, gestiscono la trazione integrale e il recupero di energia, mentre il V12 continua a erogare la sua spinta in modo progressivo fino a regimi di rotazione molto elevati.

I numeri di accelerazione non sono stati ancora diffusi ufficialmente, ma considerando il dato di potenza (identico a quello della coupé) e il peso paragonabile, si può ipotizzare uno scatto da 0 a 100 km/h nell’ordine di 2,5 secondi e una velocità massima che sfiora o supera i 350 km/h. Dettagli, in ogni caso, per chi cerca soprattutto l’unicità. La Fenomeno Roadster non è un’auto da cronometro, bensì da certificato di proprietà.

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