Congedo parentale 2027, più genitori potrebbero avere l'indennità
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Redazione Esteri
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Nel 2027 potrebbe aumentare il numero di genitori che hanno diritto all'indennità per i periodi aggiuntivi di congedo parentale. La novità è legata all'adeguamento del trattamento minimo delle pensioni, utilizzato per stabilire il limite di reddito entro il quale alcuni periodi di assenza dal lavoro possono essere retribuiti. Non si tratta dell'introduzione di nuovi mesi di congedo, ma di un possibile ampliamento della platea dei beneficiari attraverso un meccanismo già previsto dalla normativa.
Come funziona la soglia di reddito per ottenere l'indennità
Il sistema distingue il diritto dei genitori ad assentarsi dal lavoro dal diritto a ricevere un'indennità economica durante l'assenza. Per i lavoratori dipendenti, i primi nove mesi complessivi di congedo parentale sono indennizzabili secondo le percentuali previste dalla legge, mentre i periodi ulteriori sono soggetti a condizioni specifiche. In particolare, l'articolo 34 del decreto legislativo 151 del 2001 stabilisce che questi ultimi possono essere indennizzati nella misura del 30% della retribuzione soltanto quando il reddito individuale del richiedente è inferiore a due volte e mezzo il trattamento minimo annuo di pensione.
Il collegamento con il sistema previdenziale comporta un aggiornamento periodico del limite economico di accesso alla prestazione. Quando il trattamento pensionistico minimo aumenta per effetto della perequazione, cresce anche il valore utilizzato per verificare il requisito reddituale. Per il 2026 l'INPS ha indicato una soglia provvisoria di 19.885,13 euro, calcolata applicando il moltiplicatore previsto dalla legge al trattamento minimo annuo. Il valore definitivo per l'anno successivo dipenderà dagli aggiornamenti pensionistici applicabili.
Quali genitori possono beneficiare dei periodi aggiuntivi
L'eventuale aumento del limite interessa soprattutto i lavoratori dipendenti che hanno già utilizzato i periodi ordinariamente indennizzati e intendono usufruire delle ulteriori possibilità di astensione facoltativa. Il beneficio economico non viene riconosciuto automaticamente a tutti coloro che hanno figli, perché occorre rispettare sia il requisito individuale di reddito sia i limiti massimi di durata del congedo. La verifica riguarda il reddito del genitore che presenta la richiesta, non una soglia riferita indistintamente alle entrate dell'intero nucleo familiare.
Le regole consentono ai due genitori di utilizzare complessivamente fino a dieci mesi di congedo, che diventano undici quando il padre si astiene dal lavoro per almeno tre mesi, anche frazionati. Il limite individuale ordinario è di sei mesi, elevabile a sette per il padre nelle condizioni previste dalla normativa. Per il genitore solo è riconosciuto un periodo massimo di undici mesi. L'indennità sui periodi eccedenti quelli normalmente retribuiti dipende dal rispetto della soglia economica stabilita per l'anno di riferimento.
Le regole già in vigore e la richiesta all'INPS
Una modifica già operativa dal 1° gennaio 2026 riguarda l'età dei figli entro la quale i lavoratori dipendenti possono utilizzare il congedo parentale. La legge di Bilancio ha infatti portato il limite da dodici a quattordici anni, senza modificare la durata massima complessiva dell'astensione. L'estensione riguarda anche le adozioni e gli affidamenti, per i quali il periodo viene calcolato dall'ingresso del minore in famiglia, senza oltrepassare il raggiungimento della maggiore età.
Per ottenere la prestazione, il genitore lavoratore dipendente deve presentare la domanda attraverso il servizio telematico dedicato dell'INPS. L'Istituto distingue i periodi indennizzabili secondo la disciplina ordinaria da quelli per i quali è richiesta una verifica reddituale aggiuntiva. Per questi ultimi, il diritto al pagamento è subordinato al possesso dei requisiti previsti dall'articolo 34, comma 3, del Testo unico sulla maternità e paternità.
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