Cdp, ecco come Simest punta a consolidare il made in Italy negli Stati Uniti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con una dotazione complessiva che supera i 300 milioni di euro, Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti dedicata all’internazionalizzazione, ha avviato la cosiddetta “Misura Stati Uniti”, un’iniziativa strutturata – che si coordina con la Farnesina – per fornire un supporto concreto alle imprese nazionali intenzionate a espandere la propria presenza nel mercato nordamericano. L’offerta, che attinge sia a risorse proprie sia a quelle pubbliche del Fondo 394 gestito in convenzione con il ministero degli Esteri, si articola in un ventaglio di strumenti finanziari pensati per accompagnare le aziende in un percorso di crescita diretta oltreoceano, puntando a consolidare una relazione commerciale già solida e in ulteriore evoluzione.

Un pacchetto integrato per sostenere gli investimenti diretti

Il piano, che si inserisce nel più ampio quadro del Piano d’Azione per l’Export, si rivolge in particolare alle piccole e medie imprese, le quali possono accedere a finanziamenti agevolati per operazioni di investimento diretto, come l’apertura di filiali o stabilimenti produttivi, ma anche per l’acquisizione di partecipazioni nel capitale di società locali. Tra le condizioni più vantaggiose, che mirano a ridurre l’onere finanziario iniziale, vengono offerti rimborsi estesi fino a un periodo di otto anni e anticipi di liquidità che coprono fino al 50% delle spese ammissibili, misure destinate a facilitare la fase di avvio delle operazioni in un contesto competitivo e complesso come quello statunitense.

Un sostegno rafforzato per le aziende del Mezzogiorno

La misura introduce, inoltre, un elemento di particolare attenzione al territorio italiano, prevedendo contributi a fondo perduto che possono raggiungere la quota del 20% dell’investimento per le imprese con sede operativa nelle regioni del Sud, una scelta che punta a riequilibrare le opportunità di crescita internazionale e a valorizzare il potenziale produttivo di quell’area del Paese. Questo approccio differenziato conferma una strategia di sostegno che non guarda soltanto alla dimensione internazionale, ma anche agli squilibri strutturali interni, tentando di offrire a tutti gli attori del sistema imprenditoriale nazionale gli stessi strumenti per competere su un palcoscenico globale.

Un mercato cruciale per l'export italiano

L’iniziativa di Simest risponde a una precisa esigenza strategica, considerato che gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, si confermano il primo mercato di destinazione per le esportazioni italiane al di fuori dei confini dell’Unione Europea e il secondo in assoluto. I dati più recenti, che registrano una crescita del 3,1% nei primi undici mesi del 2025, testimoniano la vitalità dei rapporti commerciali bilaterali e la percezione di un’ulteriore spazio di sviluppo, che il nuovo pacchetto di agevolazioni intende coprire, fornendo un “gas” supplementare alla penetrazione del made in Italy in settori che vanno dalla meccanica al food, dalla moda all’arredamento. La logica, in definitiva, è quella di passare da una relazione prevalentemente commerciale a una ancor più stabile e radicata, basata su investimenti produttivi che creino valore e occupazione in entrambi i paesi.

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