Cdp punta a rafforzare la sua presenza in Nexi con l'acquisizione della quota Mercury
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Redazione Economia
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La partita sul controllo di Nexi, uno dei protagonisti assoluti nel settore dei pagamenti digitali, si fa più interessante con l'ingresso in scena di Cassa Depositi e Prestiti, la quale, secondo voci di mercato che stanno alimentando gli scambi, intende stringere ulteriormente la presa sul gruppo acquisendo quella fetta, pari al 3,2%, ancora nelle mani di Mercury Uk. L'operazione, che si inserisce in un contesto di ridefinizione degli assetti proprietari, mira a portare la partecipazione pubblica oltre l'attuale 19,14%, un segnale di forte interesse strategico che il listino ha prontamente premiato con un rimarchevole balzo del titolo, arrivato a toccare un +4,89% in una giornata comunque positiva per l'indice Ftse Mib.
Il retroscena societario e le mosse di Cdp
Mercury Uk, che è il veicolo attraverso il quale i fondi Bain, Advent e Clessidra avevano rilevato, ormai diversi anni fa, la quota di maggioranza dell'allora Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, si appresta dunque a cedere la sua porzione residuale, un passaggio che consegnerebbe a Cdp una posizione ancor più significativa. L'avvicinamento della cassaforte dello Stato a Nexi, d'altronde, non costituisce una novità assoluta ma rappresenta l'evoluzione di un percorso che mira a consolidare il polo nazionale dei pagamenti, in un'epoca in cui la transizione digitale, sebbene inarrestabile, impone anche una riflessione sulla sostenibilità dei modelli di business.
L'analisi del titolo tra opportunità e criticità
Proprio la natura del business, esposto a un megatrend strutturalmente favorevole, si scontra con una serie di elementi di criticità che gli analisti segnalano: da un lato, infatti, si evidenziano fondamentali ancora solidi e un potenziale di rialzo che alcune stime indicano attorno al 20%, mentre dall'altro emergono un indebitamento non trascurabile e la concreta possibilità che i contratti con le banche partner, rinegoziati in un clima di maggiore competizione, possano risultare meno profittevi di un tempo. A ciò si aggiunge una politica dei dividendi molto generosa, con un payout ratio che supera il 100%, la quale, se da un lato garantisce uno yield elevato e attrae una certa tipologia di investitori, dall'altro solleva interrogativi sulla sua sostenibilità nel lungo periodo, soprattutto in uno scenario di pressione sui margini operativi.
Il contesto di Borsa e le performance
La seduta di Piazza Affari, che ha visto il Ftse Mib chiudere in netto rialzo sullo slancio di un generale ottimismo dei mercati europei legato a tentative di distensione sul conflitto in Ucraina, ha avuto in Nexi una delle note più brillanti, surclassando le performance di altri titoli bancari che pure hanno registrato acquisti. L'andamento del titolo, che continua a essere tra i più dibattuti dagli operatori, sembra quindi rispondere principalmente a logiche di natura societaria e strategica, dimostrando una sensibilità particolare a notizie che, come questa, possano alterare gli equilibri di potere all'interno del suo capitale.




