Trump festeggia i 100 giorni tra espulsioni record e polemiche
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Redazione Esteri
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Nei primi cento giorni del suo secondo mandato, Donald Trump ha ribadito la linea dura sull’immigrazione, mentre il Messico si è trovato ad accogliere 38.750 persone espulse dagli Stati Uniti. Di queste, 33.311 erano messicani e 5.446 cittadini di altri paesi. La presidente Claudia Sheinbaum ha precisato che non esiste un accordo formale sul cosiddetto "Paese terzo sicuro", ma ha ammesso un dialogo continuo tra i due governi. Intanto, Trump ha rilanciato l’idea di un nuovo patto commerciale con la Pechino, insistendo sulla necessità che sia "equo".
Martedì, durante un comizio a Warren, nel Michigan, il presidente ha celebrato l’inizio del suo secondo mandato con un discorso di novanta minuti, definendolo "il miglior avvio di qualsiasi presidente nella storia". Tra slogan e attacchi agli avversari, Trump ha rivendicato una "rivoluzione del buon senso", sostenendo di aver già impresso un "cambiamento profondo". Ma i dati sembrano contraddirlo: il Pil è in calo, i mercati mostrano segnali di incertezza e i sondaggi lo danno in netto declino, sia in patria che all’estero.
La popolarità del presidente, già minata dalle polemiche degli ultimi anni, non sembra trovare rilancio neppure nelle sue tradizionali roccaforti. Eppure, come ha ripetuto più volte, "niente lo fermerà". Anche sul fronte commerciale, Trump ha annunciato un allentamento dei dazi per l’industria automobilistica, una mossa che alcuni interpretano come un tentativo di alleviare le tensioni economiche.




