Vuelta a España 2026, classifica invariata a Lorca: Mas resiste, Roglic insegue
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Redazione Sport
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La carovana della Vuelta a España 2026 ha attraversato le strade della regione di Murcia concludendo l'undicesima frazione a ranghi compatti, un epilogo che di fatto non ha intaccato la gerarchia della classifica generale. Sul traguardo di Lorca, raggiunto al termine dei 153,8 chilometri che componevano la tappa, il gruppo dei migliori si è presentato sostanzialmente al completo, fatta eccezione per l'incidente che ha costretto al ritiro un corridore di primo piano come Tadej Pogacar.
La giornata, caratterizzata da un profilo altimetrico privo di asperità particolarmente selettive, si è rivelata dunque un'occasione di relativa tranquillità per gli uomini di classifica, chiamati più a preservare le energie che a tentare audaci assalti alla maglia roja.
Un tracciato pianeggiante per le ruote veloci
Il percorso dell'undicesima tappa, partita da Cartagena, è stato disegnato su misura per le caratteristiche dei velocisti puri, offrendo loro un palcoscenico ideale per tornare a brillare dopo le tappe più accidentate dei giorni scorsi. Con un dislivello complessivo di soli 1.310 metri distribuiti lungo i 153,8 km, la frazione presentava una conformazione pressoché pianeggiante, interrotta unicamente dal Gpm di terza categoria dell'Alto de Aledo, un breve strappo di 10 km con pendenza media del 4,2% situato a circa una trentina di chilometri dal traguardo.
Questa asperità, sebbene non particolarmente impegnativa, è stata individuata come il potenziale punto di svolta della giornata, il luogo ideale per eventuali attacchi da lontano o per quelle formazioni intenzionate a mettere in difficoltà le squadre dei velocisti, costringendole a un lavoro di contenimento per proteggere i propri capitani in vista dell'arrivo in volata.
Il ritiro di Pogacar e gli equilibri invariati
La cronaca della tappa è stata però segnata da un evento che ha gettato un'ombra sulla giornata, ovvero la caduta che ha coinvolto e successivamente portato al ritiro di Tadej Pogacar. L'episodio, verificatosi in un momento di grande tensione nel plotone, ha evidentemente alterato le dinamiche della corsa, sebbene non abbia avuto ripercussioni dirette sulla lotta per la maglia roja che resta appannaggio di Enric Mas.
Lo spagnolo della Movistar, al termine di una giornata condotta con grande attenzione, ha difeso con successo il simbolo del primato, mantenendo invariato il suo vantaggio sui diretti inseguitori. Tra questi, spicca il nome di Primoz Roglic, lo sloveno della Red Bull-BORA-hansgrohe, che si trova ora chiamato a una rimonta che si preannuncia complessa ma non impossibile, considerando il suo storico di grande combattività e la sua abilità nelle cronometro e nelle tappe di montagna che ancora attendono il gruppo.
Il successo a sorpresa di Tronchon e la lezione del giorno prima
Per quanto riguarda la vittoria di tappa, il verdetto della volata di Lorca ha riservato un nome a sorpresa, quello del francese Bastien Tronchon della Groupama-FDJ United. Il giovane corridore transalpino ha saputo gestire con intelligenza gli ultimi chilometri, interpretando al meglio la bagarre finale e trovando lo spiraglio giusto per scattare e aggiudicarsi il successo più importante della sua carriera, precedendo un atleta esperto come Magnus Cort, ancora una volta protagonista in queste corse a tappe quando il tracciato si fa più selettivo.
La giornata di ieri aveva già messo in luce le difficoltà di alcuni big, con Wout van Aert che non era riuscito a esprimere il suo consueto potenza nello sprint, un campanello d'allarme per le sue ambizioni nelle tappe più impegnative. Tuttavia, gli equilibri generali sono rimasti cristallizzati, con la classifica che attende ora le tappe regine per poter essere nuovamente rimessa in discussione e per vedere se Roglic riuscirà nell'impresa di scalfire la solidità della maglia roja di Enric Mas.
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