Vuelta a España 2026, Roglic non ribalta la classifica nella cronometro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Vuelta a España 2026 ha vissuto un passaggio decisivo con la cronometro individuale che non ha permesso a Primoz Roglic di conquistare la maglia rossa. La prova da El Puerto de Santa María a Jerez de la Frontera ha visto il successo di Stefan Kung, mentre la classifica generale ha mantenuto un equilibrio favorevole al leader Enric Mas. Lo sloveno della Red Bull – BORA – hansgrohe cercava un recupero importante nella lotta al vertice, ma il risultato ottenuto sul percorso contro il tempo non è bastato per completare il sorpasso.

Kung domina la prova contro il tempo e Roglic resta distante dal primato

Il corridore della Tudor Pro Cycling Team ha rispettato le aspettative della vigilia imponendosi nella diciottesima tappa, precedendo Callum Thornley della Red Bull – BORA – hansgrohe e Joao Almeida della UAE Team Emirates-XRG. La prestazione dello svizzero ha caratterizzato una giornata nella quale gli specialisti della cronometro hanno avuto un ruolo centrale, con distacchi ridotti tra i principali protagonisti della classifica. Roglic ha concluso al quarto posto, accumulando circa 19 secondi di ritardo dal vincitore, un margine insufficiente rispetto all’obiettivo che aveva individuato alla vigilia della frazione.

La prova di Enric Mas ha rappresentato l’altro elemento chiave della giornata. Lo spagnolo ha chiuso al dodicesimo posto con un ritardo contenuto nei confronti del rivale diretto, riuscendo a difendere la posizione di vertice dopo una delle giornate più attese della corsa. La sua risposta nella disciplina meno favorevole rispetto alle salite ha modificato le prospettive della classifica generale, perché il vantaggio costruito prima delle ultime montagne non è stato cancellato dalla gara individuale.

La sfida per la maglia rossa entra nella fase delle montagne decisive

Con la conclusione della cronometro, l’attenzione della Vuelta si sposta sulle frazioni caratterizzate dalle ascese. Il percorso propone ora una tappa con arrivo in salita a Penas Blancas, Estepona, dove il risultato potrà dipendere dalla capacità dei corridori di gestire uno sforzo lungo e selettivo. L’ascesa finale misura 18,7 chilometri con una pendenza media del 6,5%, un terreno che può favorire chi ha mostrato maggiore efficacia nelle giornate di alta montagna.

Il calendario della corsa prevede ancora due appuntamenti montani prima della passerella conclusiva all’Alhambra di Granada, prevista per domenica 13 settembre. La lotta per la classifica generale resta quindi legata alle ultime difficoltà altimetriche, con gli uomini di vertice chiamati a difendere o ridurre i distacchi accumulati nelle diverse specialità. La cronometro ha lasciato indicazioni importanti sulla tenuta dei protagonisti, ma saranno le rampe finali a stabilire gli ultimi cambiamenti nella graduatoria.

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