Domenica In, la lunga domenica dei cantanti tra adrenalina e bilanci dal palco dell’Ariston

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Teatro Ariston, per un giorno, cambia pelle e da tempio della competizione si trasforma nel salotto televisivo della domenica pomeriggio. È qui, sul palco che per una settimana ha ospitato la 76esima edizione del Festival di Sanremo, che Mara Venier conduce la puntata speciale di Domenica In, una maratona di quasi sei ore, iniziata alle 14.00 e destinata a prolungarsi fino alle 19.55, che riporta sotto i riflettori tutti i 30 big in gara. L’aria che si respira è ovviamente diversa rispetto alle serate passate: l’adrenalina della classifica, quella vera e cruda che ha visto trionfare Sal Da Vinci con "Saremo io e te" davanti a Sayf e Ditonellapiaga -5, lascia ora spazio a una dimensione più distesa, fatta di bilanci personali, aneddoti e seconde esibizioni, quelle in cui il cantante, libero dalla tensione del voto, può finalmente riappropriarsi della propria canzone e regalarla al pubblico con un trasporto differente. Tra il pubblico e gli ospiti fisso in studio, a fare da opinionisti insieme alla Venier, ci sono Tommaso Cerno ed Enzo Miccio, pronti a intercettare le confessioni e le battute degli artisti che si avvicendano sul palco seguendo una scaletta che, come da tradizione, ricalca più o meno fedelmente l’ordine della classifica finale.

Mentre i cantanti, da Arisa a Fedez e Marco Masini, da Ermal Meta a Serena Brancale, si alternano per raccontare come hanno vissuto questa settimana così intensa, spiccano le parole di chi il palco dell’Ariston lo ha temuto e amato quasi in egual misura. Tommaso Paradiso, decimo classificato con "I romantici", confessa senza troppi giri di parole il suo stato d’animo a poche ore dalla conclusione della kermesse: «Ho l’adrenalina per tornare a casa a piedi», scherza probabilmente il cantautore, sintetizzando con una frase di getto quella scarica di energia che ancora scorre nelle vene di chi ha appena vissuto una settimana sospesa tra musica e tv. Un’ammissione che suona quasi paradossale per uno che, nei giorni scorsi, aveva raccontato di avere una paura folle del Festival, di prevedere catastrofi imminenti come cadere dalle scale, lui che viene dai concerti veri, dal contatto diretto con la gente nei live, e che in televisione ci sta stretto. E invece eccolo lì, all’Ariston, a godersi quella che ha definito un’esperienza magnifica, complice forse il calore ricevuto o la bellezza di essersi esibito con gli Stadio nella serata delle cover, omaggiando Lucio Dalla.

La cronaca nel salotto, tra Giorgia Cardinaletti e gli ospiti d’eccezione

Non solo musica e confessioni leggere, però. Lo speciale di Domenica In si inserisce in un contesto più ampio, che inevitabilmente tracima dagli argini della sola cronaca canora. In studio, tra i volti noti chiamati a commentare e a dialogare con Mara Venier e i cantanti, siede anche Giorgia Cardinaletti, giornalista del Tg1 e co-conduttrice della serata finale del Festival, quella andata in scena ieri sera. La sua presenza aggiunge un ulteriore livello di profondità alla trasmissione, considerando il ruolo "bivalente" che ha ricoperto proprio nell’ultima puntata della kermesse, quando l’irrompere della notizia dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran ha costretto la macchina sanremese a fare i conti con la realtà, con Carlo Conti e Laura Pausini che hanno lasciato a lei la parola per introdurre una doverosa riflessione. Oggi, Cardinaletti partecipa a questo salotto post-festival, portando forse il suo sguardo su quei momenti complessi, magari commentando l’eleganza del passaggio di testimone tra Conti e il futuro conduttore Stefano De Martino, annunciato proprio durante la finale.

Mentre la diretta scorre e si susseguono le performance dei trenta protagonisti, la scaletta prevede anche spazi di confronto con i giornalisti musicali e critici presenti, che osservano e intervistano i cantanti, tentando di andare oltre la semplice esecuzione del brano per cogliere sfumature, inediti e magari qualche polemica strisciante legata alle esclusioni o alle posizioni in classifica. Il tutto, ovviamente, sotto l’egida rassicurante della "zia" Mara, che da quest’angolo speciale dell’Ariston prova a tirare le fila di una settimana che, come sempre, ha tenuto l’Italia incollata alla televisione. Un pomeriggio che si preannuncia lungo e ricco di interventi, con l’obiettivo dichiarato di allungare il più possibile la vita di questo Festival, regalando agli artisti un’ultima, meritata ribalta prima che i riflettori si spengano davvero e il Teatro torni a essere solo un teatro, in attesa del prossimo anno e della nuova gestione di Stefano De Martino.

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