Domenica In, lo speciale Sanremo: la scaletta con gli orari delle esibizioni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Prende il via puntuale, come da tradizione del giorno dopo, la lunga maratona di Domenica In dedicata interamente alla settanta-seiesima edizione del Festival di Sanremo. La conduttrice Mara Venier, che per l’occasione conduce il suo salotto domenicale direttamente dal palco del Teatro Ariston, ospiterà uno a uno tutti e trenta i Big che hanno animato la kermesse, in una sorta di prologo domenicale che si protrarrà per quasi sei ore, dalle quattordici fino alle diciannove e cinquantacinque, quando la linea passerà al Tg1. L’alternarsi degli artisti, che si esibiranno nuovamente con i brani presentati in gara, è stato organizzato in blocchi tematici e orari ben definiti, sebbene la scaletta, come sempre accade in questi casi, resti tecnicamente soggetta a variazioni dell’ultima ora dettate da esigenze di regia o da eventuali colpi di scena in studio.

L’ordine di uscita e la suddivisione in blocchi pomeridiani

L’apertura del pomeriggio musicale, a partire dalle quattordici e dieci, vedrà alternarsi sul palco artisti dal taglio pop e contemporaneo: Ditonellapiaga con “Che fastidio!”, J-Ax e il suo “Italia starter pack”, e a seguire Tommaso Paradiso, Nayt e Elettra Lamborghini. La prima fase si chiuderà idealmente con l’esibizione di Fulminacci, il quale, nel corso della sua performance di “Stupida sfortuna”, ha dato vita a un gesto ironico che ha subito catturato l’attenzione dei presenti in sala e dei telespettatori a casa. Il cantautore romano, infatti, ha abbandonato il microfono per impugnare e cantare servendosi di una banana, un frutto non scelto a caso ma che rimanda direttamente alla copertina del suo singolo sanremese. Un secondo blocco, concentrato attorno alle quindici e trentacinque, è interamente dedicato alla collaborazione fra Fedez e Marco Masini, che ripropongono “Male necessario”, mentre la fascia oraria successiva, fino alle sedici e venticinque, vede la consecutiva presenza di Leo Gassmann, Levante ed Enrico Nigiotti.

La scaletta prosegue poi con Serena Brancale e Michele Bravi, per poi lasciare spazio, nel tardo pomeriggio, a Sal Da Vinci che si esibirà con “Per sempre sì”. Con l’avvicinarsi della sera, il programma accelera i tempi, proponendo un susseguirsi di artisti che vanno da Arisa a Mara Sattei, da Ermal Meta a Malika Ayane, fino a Eddie Brock, Chiello e Tredici Pietro. Nell’ultima, sa parte della trasmissione, quella che va dalle diciassette e cinquantacinque alle diciotto e cinquantacinque, trovano spazio nomi come LDA e AKA 7even, Samurai Jay, e il duo Maria Antonietta e Colombre. A chiudere la lunga teoria di esibizioni, prima del saluto finale della Venier, ci penseranno invece artisti del calibro delle Bambole di pezza, Patty Pravo, Dargen D’Amico, Sayf, Luchè e, dulcis in fundo, il vincitore della sezione Nuove Proposte Nicolò Filippucci, che riproporrà il suo “Laguna”.

Gli ospiti fissi e i commenti in studio

Ad affiancare la padrona di casa in questa domenica all’insegna della musica leggera italiana, ci sono figure ben note al pubblico televisivo. Il giornalista Tommaso Cerno ed Enzo Miccio ricoprono il ruolo di opinionisti principali, commentando le esibizioni e intervistando i cantanti insieme a Mara Venier. Ma non sono i soli: la regia inquadra ripetutamente anche Luca Tommassini, Marino Bartoletti e Pino Strabioli, chiamati ad arricchire il dibattito con i loro giudizi e le loro prospettive. Particolare attenzione è riservata alla presenza di Giorgia Cardinaletti, giornalista del Tg1 che aveva già condiviso il palco dell’Ariston con Carlo Conti durante la serata conclusiva del Festival. Il suo punto di vista, filtrato dall’esperienza maturata dietro le quinte della kermesse, aggiunge un tassello ulteriore al racconto corale di questa edizione, in un salotto televisivo che prova a trattenere ancora per qualche ora la magia e le polemiche, i successi e le delusioni, di una settimana che ha tenuto incollati allo schermo milioni di italiani.

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