Crisi della plastica, gli enti locali nel caos: «Servono interventi urgenti o la differenziata si ferma»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La raccolta differenziata dei rifiuti plastici, in molte zone d’Italia, rischia il collasso. A lanciare l’allarme, con toni che non ammettono più rinvii, sono diversi amministratori locali e rappresentanti politici, i quali denunciano una situazione ormai insostenibile, determinata dal blocco dei conferimenti da parte del consorzio Corepla e dalla conseguente saturazione degli spazi di stoccaggio autorizzati.

Un problema che, originatosi a livello nazionale, si sta riverberando con crescente violenza sui territori, dalle Marche alla Sardegna fino al Lazio, mettendo in serio pericolo la continuità di un servizio essenziale per famiglie e imprese, e che richiederebbe un intervento tempestivo, e forse già tardivo, da parte del Governo e delle singole Regioni per scongiurare quella che molti definiscono una crisi sistemica.

L’appello degli amministratori e le interrogazioni in Regione e in Parlamento

Il fronte politico-istituzionale si è mosso su più livelli nel tentativo di arginare l’emergenza. Un ringraziamento particolare, in tal senso, è stato rivolto ai consiglieri regionali Claudio Marotta di "Sud chiama Europa" ed Emanuela Droghei del Partito Democratico, i quali hanno formalmente sollevato la questione attraverso un’interrogazione regionale volta a richiamare l’attenzione sulla gravità del momento, che rischia di mandare in blocco la raccolta differenziata nei comuni.

La stessa problematica è stata portata all’attenzione del Parlamento nazionale poche settimane fa, grazie a un’analoga interrogazione presentata dall’onorevole Peppe De Cristoforo di "Alleanza Verdi e Sinistra": un segnale, questo, che dimostra come la difficoltà non sia circoscritta a una singola area geografica, ma abbia assunto i contorni di un’emergenza di carattere strutturale, legata a doppio filo con le dinamiche del mercato del riciclo e la gestione degli impianti.

L’assenza di una risposta celere e coordinata, avvertono gli amministratori, renderebbe impossibile per gli enti locali sostenere ulteriormente il peso di un sistema che, di fatto, sta andando in tilt, con il rischio concreto che i rifiuti rimangano accatastati senza una destinazione certa.

La risposta dell’assessore Consoli: verso un patto con l’Emilia-Romagna

Sul fronte delle soluzioni pratiche, l’assessore regionale Tiziano Consoli ha riconosciuto pubblicamente la portata del problema, che ha definito di natura nazionale e particolarmente acuto nelle Marche, dove sta colpendo soprattutto le province di Pesaro e Macerata. «Il problema della plastica è di natura nazionale e sta emergendo in diverse regioni – ha dichiarato Consoli – e nelle Marche riguarda soprattutto il Pesarese e il Maceratese».

Di fronte alla prospettiva di dover riempire ulteriormente le discariche, opzione che l’assessore ha definito non sostenibile, la Regione sta esplorando percorsi alternativi, tra cui il ricorso alla termovalorizzazione, anche al di fuori del proprio confine territoriale. In questa direzione, si starebbe verificando con l’Emilia-Romagna la possibilità di smaltire quantitativi limitati – nell’ordine di un paio di camion alla settimana – presso l’impianto di Coriano.

Una soluzione che, per quanto tampone e destinata a contenere volumi modesti, potrebbe comunque offrire un parziale sollievo a un sistema ormai intasato, anche se il costo di questo trasferimento, stimato intorno ai 400 euro a tonnellata, solleva inevitabili interrogativi sulla sostenibilità economica della misura per i bilanci comunali già provati.

L’ordinanza ad Alghero e lo stoccaggio a Santa Maria La Palma

Anche la Sardegna, e in particolare il comune di Alghero, si trova ad affrontare la stessa criticità con provvedimenti di natura straordinaria. Il sindaco, con un’ordinanza apposita, ha disposto l’utilizzo temporaneo dell’Ecocentro di Santa Maria La Palma come area di stoccaggio aggiuntiva, una misura drastica resa necessaria dalla fermata degli impianti disposta da Corepla, che ha determinato la saturazione degli spazi autorizzati.

Il servizio di raccolta per famiglie e imprese, al momento, continua a essere garantito regolarmente, ma l’area di stoccaggio temporaneo rappresenta un campanello d’allarme inequivocabile, che testimonia la difficoltà di gestire un flusso di rifiuti che non trova più sbocco nel circuito del riciclo.

L’amministrazione locale è consapevole che si tratta di una misura emergenziale, la cui durata è legata a doppio filo con la ripresa delle attività di conferimento da parte del consorzio nazionale, ma nel frattempo l’occupazione di spazi destinati ad altro uso segnala una tensione che rischia di protrarsi ben oltre il breve termine.

Le Marche nel mirino: il grido d’allarme di Marche Multiservizi e Cosmari

Nelle Marche, l’allarme è stato lanciato in modo ancora più esplicito dalle due province più coinvolte, quella di Pesaro con Marche Multiservizi e quella di Macerata con il Cosmari, entrambe alle prese con una crisi che si innesta su un quadro già di per sé complesso. Nel Pesarese, la società di gestione deve già fare i conti con la grave crisi idrica determinata dalle continue rotture dell’acquedotto, e l’aggiunta dell’emergenza plastica rischia di mettere in ginocchio un sistema di servizi già sotto pressione.

La situazione è destinata a peggiorare, stando alle previsioni degli operatori, se non si troveranno soluzioni immediate per lo stoccaggio e il successivo smaltimento dei materiali, con il pericolo che i rifiuti si accumulino senza una prospettiva di trattamento.

In questo contesto, l’assessore Consoli ha ribadito che l’utilizzo della termovalorizzazione fuori regione, sebbene non rappresenti la soluzione definitiva, è al momento l’unica strada percorribile per evitare che la raccolta differenziata si interrompa bruscamente, gettando nel caos decine di comuni e vanificando gli sforzi fatti in anni di sensibilizzazione e investimenti sulla filiera del recupero.

Il nodo centrale, tuttavia, rimane la mancanza di una strategia nazionale di lungo periodo che affronti le criticità del consorzio Corepla e ridisegni i flussi del riciclo in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica.

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