Scocchia (Illycaffè) al Meeting di Rimini: "Sull'energia servono interventi urgenti dall'Europa"
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Redazione Economia
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"È importante che l'Europa intervenga con urgenza per ridurre il costo dell'energia, per creare finalmente quel mercato unico dei capitali di cui si parla da troppo tempo, per portare avanti una regolamentazione dell'innovazione che la sostenga invece di castrarla e per ridurre la frammentazione".
Con queste parole, pronunciate a margine di un incontro al Meeting di Rimini, l'amministratrice delegata di illycaffè, Cristina Scocchia, ha lanciato un appello chiaro alle istituzioni comunitarie, sottolineando come il tema del caro-bollette sia ormai diventato una zavorra insostenibile per il tessuto produttivo italiano ed europeo.
La manager, che guida la celebre torrefazione triestina, ha voluto ribadire con forza la necessità di un cambio di passo rispetto alle politiche energetiche finora adottate, in un momento in cui le tensioni internazionali e la volatilità delle materie prime continuano a mettere sotto pressione le imprese del Vecchio Continente.
Il costo della tazzina e la corsa delle materie prime
Nel suo intervento, Scocchia ha voluto fornire dati concreti per descrivere lo scollamento tra i costi sostenuti dalla filiera e il prezzo finale pagato dai consumatori al bancone del bar.
"Rispetto al 2021 il prezzo medio della tazzina al bar è aumentato del 24%; nello stesso periodo il costo del caffè Arabica è cresciuto dell'80%, da 170 centesimi di dollaro per libbra nel 2021 a 305 nei primi mesi 2026", ha spiegato l'ad, evidenziando come il prezzo della tazzina sia rimasto al di sotto della corsa della materia prima, un fenomeno che comprime i margini delle aziende e rende ancora più fragile l'equilibrio economico di un intero comparto.
Questi numeri, del resto, raccontano una storia di sacrifici e di assorbimento dei rincari da parte della filiera, che ha scelto di non scaricare integralmente sugli acquirenti finali il peso di un'impennata speculativa senza precedenti, cercando di preservare il consumo quotidiano di un rito tutto italiano.
La forbice tra l'incremento del prodotto grezzo e quello del prodotto finito, infatti, restituisce l'immagine di un settore che, pur nella difficoltà, tenta di tenere il passo senza rinunciare alla qualità, ma che non può certo reggere da solo il peso di un contesto internazionale così turbolento.
Le richieste all'Europa: più realismo industriale
"Nessuno chiede sconti sugli obiettivi della sostenibilità", ha tenuto a precisare Scocchia nel corso dell'incontro riminese, facendo chiarezza su un punto che spesso genera equivoci nel dibattito pubblico. "Le imprese sono pronte a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità, ma all'Europa chiediamo più realismo industriale", ha aggiunto la manager, tracciando un confine netto tra la volontà di proseguire sulla strada della transizione ecologica e la necessità di disporre di strumenti economici e normativi adeguati per affrontare le sfide del presente.
L'amministratrice delegata di illycaffè ha sottolineato come le aziende siano già sotto pressione e come l'urgenza di ridurre il costo dell'energia non possa più essere rinviata, così come la creazione di quel mercato unico dei capitali di cui si discute da troppo tempo senza che, tuttavia, si sia giunti a una soluzione concreta.
La regolamentazione dell'innovazione, inoltre, dovrebbe essere ripensata per sostenere le imprese anziché castrarle, un monito che riecheggia le preoccupazioni di molti imprenditori europei di fronte a una burocrazia che spesso frena l'ingresso di nuove tecnologie invece di facilitarlo.
Il Meeting di Rimini come palcoscenico per le istanze del settore
La partecipazione di Cristina Scocchia al Meeting di Rimini, kermesse che ogni anno richiama esponenti del mondo politico, economico e culturale, ha offerto l'occasione per rilanciare le istanze di un intero comparto, quello del caffè, che in Italia rappresenta non solo un'eccellenza gastronomica ma anche un importante volano occupazionale e commerciale.
La sua voce si è levata in un momento delicato per le relazioni tra Bruxelles e il sistema produttivo italiano, segnate da un rapporto talvolta conflittuale su temi come il Green Deal e le politiche di bilancio, e ha ribadito un concetto che trova largo consenso tra gli industriali: l'Europa deve diventare più agile e meno frammentata per competere con le economie di Stati Uniti e Cina, che dispongono di strumenti di intervento pubblico e privato ben più rapidi ed efficaci.
La riduzione della frammentazione, evocata dalla manager, è del resto una condizione imprescindibile per permettere alle imprese di operare su un terreno di gioco uniforme, dove le disparità tra i vari Stati membri non finiscano per penalizzare chi, come l'Italia, si trova a fare i conti con un costo dell'energia storicamente più elevato rispetto ad altri partner europei, a causa di una minore diversificazione delle fonti e di una rete infrastrutturale ancora da completare.
Le responsabilità delle imprese e il ruolo della politica
Pur nella durezza delle sue parole sull'urgenza degli interventi comunitari, Scocchia non ha voluto sottrarsi al tema delle responsabilità che gravano sulle singole aziende, ribadendo che la sostenibilità resta un obiettivo irrinunciabile per il futuro del pianeta e delle prossime generazioni.
Il suo ragionamento, tuttavia, ha messo in luce come non si possa chiedere alle imprese di sostenere sforzi epocali senza fornire loro gli strumenti adeguati per farlo, a cominciare da un approvvigionamento energetico a costi competitivi che non vanifichi gli sforzi compiuti in termini di efficienza e innovazione di processo.
L'ad di illycaffè, in questa prospettiva, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di un patto tra il mondo produttivo e la politica, dove le buone intenzioni si traducano in provvedimenti concreti e immediati, capaci di dare respiro a un sistema che altrimenti rischia di soccombere sotto il peso di normative sempre più stringenti e di un contesto internazionale che non lascia tregua.
Del resto, l'esempio del caffè, con i suoi numeri che raccontano una corsa inarrestabile dei prezzi, è solo uno dei tanti spaccati di un'emergenza che coinvolge l'intero manifatturiero, dalla siderurgia all'agroalimentare, e che richiede risposte tempestive per evitare che la competitività del continente venga definitivamente compromessa.
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