La Russia interrompe le forniture di gas all'Europa
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Redazione Esteri
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Il 1° gennaio 2025, Gazprom ha annunciato la cessazione delle forniture di gas naturale all'Europa attraverso l'Ucraina, a seguito del mancato rinnovo degli accordi di transito quinquennali firmati nel 2020. La decisione, comunicata ufficialmente dall'azienda energetica russa, è stata motivata dal "ripetuto ed esplicito rifiuto della parte ucraina di estendere questi accordi", privando così Gazprom della possibilità tecnica e legale di continuare il transito del gas attraverso il territorio ucraino.
Nonostante i tre anni di guerra, il gas continuava a fluire attraverso le tubature dell'Ucraina, ma ora, con l'interruzione delle forniture, l'Europa si trova a dover affrontare una situazione critica. Le scorte di gas nel continente si stanno esaurendo rapidamente e i prezzi ad Amsterdam sono più che raddoppiati da marzo, raggiungendo i 50 euro al megawattora per la prima volta dall'ottobre 2023. Gli analisti prevedono un aumento del 30% della bolletta energetica nel corso del 2025.
La Commissione europea ha cercato di rassicurare i cittadini, affermando che "l'impatto sull'approvvigionamento sarà limitato" grazie alle "rotte alternative" disponibili. Tuttavia, l'interruzione delle forniture di gas russo tramite l'Ucraina rappresenta un duro colpo per l'economia europea, già provata dalle conseguenze della guerra e dalla crisi energetica in corso.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il 2025 sarà "il nostro anno", sottolineando l'importanza di questa decisione nel contesto della guerra in corso.




