Mediterranea, multa e fermo amministrativo per la nave di Casarini e Caccia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le autorità italiane hanno irrogato una sanzione da diecimila euro e disposto il fermo amministrativo alla nave «Mare Jonio» dell’organizzazione Mediterranea Saving Humans, guidata da Luca Casarini e Beppe Caccia. Il provvedimento, notificato ieri a Trapani, dove l’imbarcazione è attualmente ormeggiata, fa seguito all’episodio di sabato scorso, quando l’equipaggio – dopo aver tratto in salvo dieci persone in acque internazionali – ha deliberatamente disatteso l’ordine di dirigere verso il porto di Genova, scelto invece dalle autorità come luogo di sbarco.

Il comandante Beppe Caccia, assumendosene in toto la responsabilità, ha giustificato la decisione di approdare a Trapani con l’urgente necessità di garantire ai naufraghi, bisognosi di immediate cure mediche e sostegno psicologico, uno sbarco celere. «In questo modo disobbediamo a un ordine ingiusto» ha dichiarato Caccia, sottolineando come la scelta fosse, al contempo, un atto di obbedienza «al diritto marittimo, alla Costituzione italiana e alle leggi dell'umanità».

Una presa di posizione che non ha trovato alcun accomodamento da parte del Governo, il quale – attraverso la Capitaneria di porto – ha applicato le norme in vigore in materia di soccorso in mare, sanzionando quella che è stata giudicata una palese violazione delle direttive. La multa e il fermo della nave, che ne impedisce qualsiasi movimento fino a nuova disposizione, rappresentano l’epilogo, per ora soltanto amministrativo, di una vicenda che riaccende il dibattito sulle operazioni di search and rescue nel Mediterraneo centrale.

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