Il blocco navale nel Golfo e le tensioni nello Stretto di Hormuz: l'Iran ferma 6 navi, gli Usa ne dirottano 12
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Redazione Esteri
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Le acque dello Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il traffico petrolifero mondiale, tornano a essere teatro di scontri tra le potenze militari. Nelle ultime ventiquattro ore, il corpo dei Pasdaran, la forza armata d'élite della Repubblica Islamica, ha bloccato sei imbarcazioni che tentavano di attraversare il canale su rotte non autorizzate.
La tensione, già altissima, ha subito una netta impennata quando i militari iraniani hanno risposto a quella che hanno definito una "provocazione" da parte delle forze navali statunitensi, intimando alle navi di invertire la rotta dopo aver esploso colpi di avvertimento.
La risposta dei Pasdaran e l'accusa agli Stati Uniti
Secondo quanto riferito dagli stessi Pasdaran, l'intervento è stato reso necessario dalle manovre dell'esercito americano, intenzionalmente volte a modificare le traiettorie delle imbarcazioni in transito. La replica di Teheran non si è fatta attendere: colpi di avvertimento sono stati sparati e le sei navi, dopo aver ricevuto "duri avvertimenti", sono state costrette a gettare l'ancora e a conformarsi alle istruzioni impartite dalle autorità iraniane.
La dinamica dell'accaduto, descritta dai militari iraniani come una misura difensiva contro le interferenze statunitensi, ha di fatto bloccato il traffico in una delle arterie marittime più strategiche del pianeta, dove quotidianamente transita una fetta consistente del greggio mondiale.
Le operazioni del Comando Centrale americano nel Mar Arabico
Dal canto loro, gli Stati Uniti non hanno certo assistito passivamente alla partita navale in corso. Il Comando Centrale (CENTCOM) ha diffuso nelle scorse ore un video che ritrae le operazioni di abbordaggio e ispezione condotte dai militari a bordo della petroliera M/T Charminar, nave battente bandiera delle Comore, intercettata nel Mar Arabico. Le immagini mostrano i dettagli dell'intervento, conclusosi con la decisione di consentire alla Charminar di proseguire il suo viaggio, una volta completati i controlli di verifica.
Parallelamente, le forze statunitensi hanno bloccato una seconda nave, la petroliera M/T Lavine, battente bandiera del Mozambico, dopo che l'equipaggio aveva ignorato ripetuti avvertimenti e tentato più volte di forzare il blocco navale imposto dagli Stati Uniti.
Il bilancio delle intercettazioni: 12 navi fermate
Il Dipartimento della Guerra americano ha reso noto un bilancio complessivo delle operazioni in corso, dichiarando di aver fermato finora dodici navi commerciali che tentavano di raggiungere il Paese in violazione delle restrizioni vigenti. A queste si aggiungono le due imbarcazioni già menzionate, bloccate per la mancata ottemperanza alle disposizioni, portando a quattordici il numero totale delle navi coinvolte nelle manovre di interdizione marittima.
L'intreccio di azioni militari contrapposte, tra gli abbordaggi statunitensi e i bliz dei Pasdaran nello Stretto, disegna uno scenario di crescente frizione tra le due potenze, con il traffico mercantile che rimane in balia delle decisioni dei rispettivi comandi.
Le rotte del petrolio e il rischio di escalation
La posta in gioco, in questo braccio di ferro navale, è altissima. Lo Stretto di Hormuz rappresenta un collo di bottiglia essenziale per le esportazioni energetiche del Golfo Persico, e qualsiasi interferenza sulle rotte commerciali si traduce in un campanello d'allarme per i mercati internazionali.
Mentre l'Iran rivendica il successo dell'operazione di blocco delle sei navi, descrivendola come una necessaria risposta alle provocazioni americane, gli Stati Uniti proseguono nella loro azione di contrasto al traffico marittimo non autorizzato, documentando ogni passo delle operazioni di ispezione e dirottamento. La convivenza forzata tra le due marine militari in uno spazio ristretto come quello del Golfo continua a far temere per possibili incidenti, in un contesto dove gli ordini di fuoco e le manovre di avvertimento sembrano ormai essere diventati la norma piuttosto che l'eccezione.
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