Iran, esercitazioni nello stretto di Hormuz mentre la flotta Usa si rafforza

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’annuncio di Teheran di due giorni di manovre militari, che prevedono l’impiego di fuoco reale nelle acque strategiche dello stretto di Hormuz, coincide con un ulteriore incremento del dispositivo navale statunitense schierato nell’area, quello che il presidente Trump ha definito la “Potente Armada”. Secondo quanto riportato dalla Cnn, la forza navale comprenderebbe, oltre alla portaerei nucleare Abraham Lincoln, anche cacciatorpediniere equipaggiati con missili Tomahawk, velivoli di quinta generazione F-35, aerei spia e sistemi missilistici avanzati come il Thaad e il Patriot, a segnalare una capacità di proiezione di potenza che va ben oltre una semplice dimostrazione di forza. La risposta di Washington, che ha ammonito a non tollerare “manovre insicure”, sembra delineare un perimetro d’azione estremamente rigido, mentre le esercitazioni iraniane, se da un lato rientrano nella consueta prassi di addestramento, dall’altro assumono il chiaro significato di una prova generale per eventuali contromisure.

Le riserve degli alleati regionali e i calcoli di stabilità

A frenare possibili slanci verso un’escalation militare diretta, contribuiscono le forti preoccupazioni espresse dagli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, i quali, pur mantenendo un storico allineamento con Washington, temono che un conflitto aperto destabilizzerebbe l’intera regione con effetti imprevedibili. Le loro riserve, maturate anche sulla base delle esperienze belliche degli ultimi decenni, sono motivate da un calcolo d’interesse nazionale più che da un improvviso avvicinamento a Teheran, poiché una guerra avrebbe ripercussioni immediate sulla sicurezza interna e sulle economie, già fragili, di tutti i paesi coinvolti. A queste si aggiunge la posizione della Cina, la quale, temendo un attacco statunitense e le sue conseguenze sul flusso energetico globale, ha deciso di inviare proprie unità navali nel Golfo, in una mossa interpretata come un messaggio volto a proteggere i suoi ingenti interessi commerciali e a bilanciare la presenza militare americana.

La pressione su Trump e la regia israeliana

Il momento attuale è descritto dagli osservatori come quello della massima pressione, un concetto che non riguarda esclusivamente l’Iran ma investe in primo luogo la Casa Bianca, chiamata a valutare rischi e opportunità di un intervento. In questo contesto, l’allineamento dei cosiddetti “pianeti” favorevoli a un’azione più decisa è sottolineato con particolare enfasi da alcuni analisti strategici israeliani, i quali considerano la concentrazione senza precedenti di forze americane nell’area e l’indole propensa all’azione di Trump un’occasione storica da non lasciarsi sfuggire per affrontare la questione iraniana.

Le opzioni di risposta e l’arma economica di Teheran

Dinanzi alla minaccia di un attacco, le opzioni di Teheran si articolano su diversi piani, da quello militare convenzionale a quello asimmetrico, passando per la mobilitazione dei suoi proxy regionali. L’arma più dirompente a sua disposizione rimane, tuttavia, di natura economica: il controllo dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale e una quota significativa di gas naturale liquefatto globale. La minaccia, ripetutamente avanzata dai vertici della Repubblica Islamica, di bloccare quel corridoio marittimo o di renderlo insicuro avrebbe l’effetto immediato di far impennare i prezzi dell’energia, con la concreta possibilità di innescare una recessione su scala planetaria, uno scenario che Teheran utilizza come deterrente per convincere la comunità internazionale, e in particolare le economie più dipendenti dal greggio, dell’impossibilità di circoscrivere un eventuale conflitto ai soli confini mediorientali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.