Terzo round di attacchi Usa all'Iran che chiude lo Stretto di Hormuz
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Redazione Esteri
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È di nuovo escalation in Medio Oriente e la fragile tregua sembra essere andata definitivamente in frantumi. Le forze statunitensi hanno centrato durante la notte 140 obiettivi militari, concentrando i raid nella provincia meridionale iraniana di Bushehr e attorno allo snodo strategico del Golfo Persico.
La mossa del Pentagono è arrivata in risposta all'assalto della Marina dei Pasdaran contro due navi mercantili, tra cui la portacontainer cipriota M/V GFS Galaxy; un membro dell'equipaggio risulta disperso e l'imbarcazione, gravemente danneggiata da un incendio e da problemi alla sala macchine, non è in grado di proseguire la navigazione.
La risposta di Teheran e la chiusura dello Stretto
Subito dopo l'attacco alla nave, il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica ha annunciato la chiusura a tempo indeterminato dello Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il commercio mondiale del greggio attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio trasportato via mare. "Lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a nuovo ordine e fino al termine delle interferenze americane in questa regione; nessuna nave sarà autorizzata ad attraversarlo", si legge nel comunicato diffuso dai Pasdaran.
L'Iran, inoltre, ha contrattaccato bombardando il quartier generale Usa in Bahrein, la base aerea Al-Adid in Qatar, oltre a due porti in Kuwait e Oman, con esplosioni segnalate anche in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti.
Gli attacchi statunitensi e le dichiarazioni del Pentagono
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto di aver lanciato la terza serie di attacchi della settimana contro l'Iran, specificando che le operazioni hanno preso di mira siti missilistici e per il lancio di droni, mezzi navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera. Le immagini diffuse dai militari mostrano quelli che vengono definiti attacchi contro capacità navali e infrastrutture iraniane.
"All'Iran era stata offerta un'ulteriore opportunità di dimostrare il rispetto del Memorandum d'Intesa, dopo essere stato ritenuto responsabile di precedenti attacchi a navi commerciali, ma non lo ha nuovamente fatto", ha dichiarato il CENTCOM, aggiungendo che gli Stati Uniti stanno "imponendo un prezzo elevato" per degradare la capacità di Teheran di minacciare la navigazione civile. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha commentato su X: "L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora ne paga le conseguenze".
Il fallimento della diplomazia e le consultazioni in Oman
La nuova fiammata cancella di fatto i progressi della tregua provvisoria siglata a metà giugno tra Washington e Teheran, che si erano concessi 60 giorni per porre fine definitivamente al conflitto scoppiato il 28 febbraio. Il presidente Donald Trump aveva già dichiarato nei giorni scorsi che il cessate il fuoco era "finito" a causa degli attacchi iraniani contro le navi, pur autorizzando la prosecuzione dei negoziati.
Nonostante l'escalation, l'Iran e l'Oman hanno concordato di proseguire le consultazioni sulla situazione dello Stretto di Hormuz, come dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si era recato in Oman sabato per colloqui sulla sicurezza del passaggio marittimo, in un contesto reso ancora più teso dalla revoca da parte degli Stati Uniti della deroga temporanea sulla vendita di petrolio iraniano.




