Kabir Bedi e Can Yaman, l'incontro tra due Sandokan sul palco dell'Ariston per i cinquant'anni dello sceneggiato

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La prima serata del Festival di Sanremo, quella che martedì 25 febbraio vedrà Carlo Conti condividere il palco con Laura Pausini e Can Yaman, riserva al pubblico un incontro che profuma di storia della televisione e, al contempo, di passaggio di testimone generazionale. La kermesse canora, giunta alla sua settantaseiesima edizione, coincide quest'anno con un anniversario importante per la memoria collettiva degli italiani: i cinquant'anni dalla messa in onda del primo Sandokan, lo sceneggiato diretto da Sergio Sollima che, tra il 6 gennaio e l'8 febbraio del 1976, incollò davanti al piccolo schermo una media di ventisette milioni di spettatori a puntata. Per celebrare questo mezzo secolo, sul palco dell'Ariston salirà Kabir Bedi, l'attore indiano che quel pirata malese lo interpretò per la prima volta, prestando il suo volto e la sua fisicità a un eroe romantico e ribelle capace di entrare nel mito popolare. Al suo fianco, naturalmente, ci sarà Can Yaman, che proprio di Bedi ha raccolto l'eredità nella recente e discussa serie dedicata alla Tigre della Malesia, andata in onda su Rai 1 nel dicembre del 2025 e che, forte del successo ottenuto, ha già in cantiere una seconda stagione, sebbene la produzione abbia subito uno slittamento per ragioni legate al budget e alla volontà di innalzare ulteriormente la qualità globale del prodotto -1-4-6.

L’uomo che divenne Sandokan, da Sollima a Hollywood passando per l’Italia

Kabir Bedi, nato a Lahore nel 1946 quando l’India era ancora britannica, non era che un attore poco più che ventenne quando Sergio Sollima lo notò e decise di affidargli le sorti di una coproduzione internazionale che coinvolgeva Italia, Francia e Germania Ovest. La sua preparazione, raccontano le cronache di allora e le interviste successive, fu durissima: prove a cavallo, duelli con la spada, scene romantiche e un'intensa disciplina fisica e spirituale che lo portarono a meditare e ad allenarsi con costanza. Una delle sequenze più celebri, quella del duello con la tigre, richiese un complesso lavoro di montaggio e inquadrature spezzate, e lo stesso Bedi si trovò a un certo punto realmente da solo di fronte all'animale che avanzava, mentre la troupe restava al riparo dietro una grata di ferro -2-7. Il successo fu tale da cambiargli la vita: da quel momento, per il pubblico italiano, Kabir Bedi sarebbe stato per sempre Sandokan, al punto che ancora oggi, come lui stesso ha ammesso, la gente per strada lo chiama così, anche se, scherza, non gli strappano più la camicia come accadeva all'apice del fenomeno. Quello sceneggiato non solo lanciò lui, ma rese indimenticabili anche la giovanissima Carole André nei panni della Perla di Labuan, Philippe Leroy in quelli di Yanez de Gomera e Adolfo Celi nel ruolo del perfido James Brooke, l'acerrimo nemico della Tigre. Lo sceneggiato, va ricordato, andò in onda in sei episodi e, nonostante fosse stato girato a colori, il primo fu trasmesso in bianco e nero per via di problemi tecnici di palinsesto, un dettaglio che non ne offuscò minimamente il successo -2-7. Forte di questa popolarità, Bedi costruì una carriera internazionale che lo portò a recitare in Bollywood, dove vanta oltre sessanta film, e a Hollywood, dove nel 1983 interpretò il perfido Gobinda in Octopussy, al fianco di Roger Moore, per poi apparire in soap di culto come Beautiful e Dynasty e in telefilm come Supercar. In Italia è tornato più volte, partecipando a Un medico in famiglia e a reality show come L'isola dei famosi e il Grande Fratello Vip, fino a essere nominato, nel 2010, Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana -2-7.

Can Yaman, da avvocato a sex symbol, con la legge nel cassetto e cinque lingue sul curriculum

Dall’altra parte, a raccogliere l’ideale testimone sul palco dell’Ariston, ci sarà Can Yaman, trentaseienne attore turco che di Kabir Bedi è, in un certo senso, l’erede moderno. Yaman, nato a Istanbul l’8 novembre del 1989 da un avvocato e una professoressa di lettere, ha un legame profondo con l’Italia: si è diplomato al Liceo Italiano di Istanbul, un’esperienza che gli ha permesso di padroneggiare la nostra lingua in modo pressoché perfetto, e si è laureato in Giurisprudenza, esercitando anche per un breve periodo la professione di avvocato prima di abbandonare tutto, a ventiquattro anni, per seguire la passione per la recitazione -3-8-9. È un poliglotta: parla fluentemente, oltre all'italiano e al turco, anche l'inglese, il tedesco e lo spagnolo. La sua carriera è decollata in Turchia con serie come Bitter Sweet – Ingredienti d’amore e, soprattutto, con DayDreamer – Le ali del sogno, che tra il 2020 e il 2021 è stata trasmessa da Canale 5 facendolo diventare un idolo delle teenager italiane e un sex symbol a tutti gli effetti, tanto da essere eletto “uomo dell’anno” dalla rivista GQ nel 2019 -3-9. In Italia è poi diventato un volto familiare grazie allo spot della pasta De Cecco diretto da Ferzan Özpetek, a un cameo in Che Dio ci aiuti e alla serie di successo Viola come il mare, dove recitava al fianco di Francesca Chillemi. Ma è stata l'interpretazione di Sandokan nella fiction di Rai 1 a consacrarlo definitivamente, portandolo a confrontarsi con un personaggio iconico e con l'ombra, ingombrante, del suo predecessore. Yaman, che in conferenza stampa si è detto emozionato e fiducioso nell'aiuto di Carlo Conti per non combinare pasticci, ha scherzato sulla sua presenza a Sanremo, confessando di ascoltare canzoni che fanno soffrire come Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni e di conoscere tutto il repertorio di Laura Pausini, ma mettendo in chiaro che non canterà, a meno che non gli paghino un compenso extra per interpretare un personaggio che deve farlo -3-4.

Il palco dell'Ariston come luogo di una memoria lunga cinquant'anni

L'incontro tra i due attori, dunque, non sarà soltanto un momento di folklore o di semplice richiamo nostalgico, ma assumerà i contorni di una celebrazione laica e popolare di un pezzo di storia della televisione italiana. Da un lato Bedi, che a quasi ottant'anni porta con sé il ricordo di un'Italia diversa, quella degli anni Settanta, in cui la tv era un rito collettivo e un fenomeno come Sandokan paralizzava il paese, svuotando le strade e facendo chiudere i negozi in anticipo. Dall'altro Yaman, che rappresenta invece la nuova frontiera della serialità televisiva, quella delle coproduzioni internazionali, dei budget importanti e del richiamo esercitato sui pubblici di tutto il mondo, e che ha dovuto sottoporsi a una dieta ferrea per scendere da cento a ottantacinque chili per interpretare la Tigre della Malesia, un ruolo che lo ha messo alla prova dal punto di vista fisico e che, chissà, potrebbe portarlo a girare tre stagioni di fila, come lui stesso ha auspicato -4. A rendere ancora più densa la serata inaugurale ci saranno anche momenti di commozione e ricordo, come quello dedicato a Maurizio Costanzo, scomparso il 24 febbraio del 2023, che Carlo Conti ha voluto omaggiare all'inizio della trasmissione, e la presenza della signora Gianna Pratesi, centocinque anni il prossimo 16 marzo, originaria di Chiavari, che da quelle parti, sulla sponda ligure di fronte a Sanremo, andò a votare per la prima volta nel referendum del 2 giugno 1946. La signora Pratesi, che in famiglia erano tutti di sinistra e convintamente repubblicani, ha voluto raccontare la sua esperienza di donna che finalmente poteva esprimere il proprio voto, regalando al pubblico e a Carlo Conti un quadro da lei dipinto, mentre sul maxischermo, in un momento di leggera distrazione, è comparsa la scritta “Repupplica” al posto di “Repubblica”, un refuso che ha fatto sorridere ma che nulla ha tolto alla solennità del momento -1-5-10.

Description: Kabir Bedi e Can Yaman, due Sandokan a confronto sul palco di Sanremo 2026 per i 50 anni dello sceneggiato. L'incontro tra la Tigre della Malesia originale e l'erede moderno nella prima serata condotta da Carlo Conti con Laura Pausini.

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