Armoni Brooks è incandescente, l'Olimpia supera il Panathinaikos

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un'impresa costruita sul coraggio e su una freddezza da tiratore che, in una serata di dicembre, ha riportato alla mente il peggiore degli incubi per i tifosi del Panathinaikos. Se un anno fa, proprio in una partita di metà dicembre, era stato Kendrick Nunn a infilzare l'Olimpia Milano con una serie di triple implacabili, ieri sera ad Assago il copione si è rovesciato con una precisione quasi narrativa. Protagonista assoluto, stavolta, è stato Armoni Brooks, il cui nome resterà legato a una prestazione che ha piegato la resistenza dei greci. Il giocatore, che nella passata sfida in Grecia era rimasto ai margini, ha dato vita a una personale dimostrazione di tiro da lunghissima distanza, trasformando il Forum in un palcoscenico per la sua esibizione.

La partita, che aveva visto un avvio equilibrato con i padroni di casa pronti a rispondere colpo su colpo alle iniziali accelerazioni degli ospiti, ha trovato la sua svolta decisiva nel secondo periodo. È lì che Brooks ha innescato la propria valanga personale, mettendo a segno una raffica di canestri da tre punti che ha lasciato senza risposte la difesa avversaria. La sua furia realizzativa, culminata in diciassette punti in quel solo quarto, ha di fatto ridisegnato gli equilibri in campo, costringendo il Panathinaikos a una rincorsa sempre più faticosa. A supportarlo, una squadra che, nonostante le difficoltà oggettive legate ai pochi uomini a disposizione, ha trovato contributi diffusi e importanti: tra questi, spicca finalmente la prestazione di un Marko Guduric che ha dato il suo appunto in un momento cruciale.

La reazione del Panathinaikos, guidata dall'esperto Kostas Sloukas che ha provato in ogni modo a tenere in piedi le sorti della sua squadra, non è mai venuta meno, mantenendo la sfida viva fino all'ultimo minuto. Gli uomini del coach Ergin Ataman, però, si sono scontrati con un muro difensivo più solido del previsto e, soprattutto, con una precisione offensiva milanese che ha pochi eguali quando trova il suo ritmo. I numeri, del resto, parlano con chiarezza: dodici canestri su ventuno da due punti e diciassette triple su trentatré tentativi, il tutto orchestrato da venti assist complessivi, delineano il profilo di una macchina da attacco in stato di grazia. Oltre a Brooks, è stato John LeDay a fornire un contributo determinante in termini di punti e di presenza in area.

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